Penuria di dosi: «La macchina vaccinale funziona, a mancare è la benzina»

Ticino

Il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, il direttore del DSS Raffaele De Rosa e il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini si sono espressi sulla situazione in Ticino - Via libera alle dosi anche per gli over 75

Penuria di dosi: «La macchina vaccinale funziona, a mancare è la benzina»
© CdT/Chiara Zocchetti

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© CdT/Gabriele Putzu

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Le autorità cantonali hanno organizzato un momento informativo per un aggiornamento sulla campagna di vaccinazione in Ticino. Presenti Norman Gobbi, presidente del Consiglio di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni, Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento della sanità e della socialità, e Giovan Maria Zanini, farmacista cantonale.

In sostanza, rilevano i tre, la campagna vaccinale ticinese sta proseguendo bene, ma a rallentarla v’è una forte penuria di dosi.

«La fornitura è l’anello debole»

«Per il governo ticinese la vaccinazione è un importante elemento strategico nella gestione della crisi», comincia Gobbi. «L’incertezza sulle forniture impone ancora prudenza. Vediamo il traguardo all’orizzonte, ma non sappiamo ancora quanto sia vicino: la fornitura dei vaccini è l’anello debole di questa catena».

«Calo dei contagi nelle case anziani»

«La macchina organizzativa funziona e dal punto di vista medico i due vaccini di Pfizer e Moderna sono molto ben tollerati», prosegue De Rosa. «Le forniture annunciate per fine febbraio e inizio marzo sono state confermate: da Pfizer riceveremo in totale undici scatole e da Moderna altre 89».

«Il 75% degli over 80 è stato vaccinato, nelle case anziani cominciano a vedersi gli effetti, con un calo nel numero dei contagi».

Le fasi

«Dopo la vaccinazione degli ospiti delle case anziani e degli over 80, possiamo dare il via alla fase 3, quella degli over 75: circa 17 mila persone. Da subito gli over 75 potranno iscriversi online o presso il proprio comune», continua De Rosa. La prenotazione è possibile sul sito dell’Ufficio del medico cantonale. Un video esplicativo è disponibile:

«Nella fase 4 passeremo poi ad un’altra categoria a rischio, quella affetta da malattie croniche, circa 25 mila persone. L’obiettivo è permettere a questo gruppo di annunciarsi da fine marzo. Questa fase durerà fino a maggio. Nelle fasi seguenti passeremo alla vaccinazione degli over 65 (aprile-giugno) e del resto della popolazione adulta (da fine maggio a fine luglio)».

«In Ticino somministrate 32.775 dosi»

«In questo momento il Ticino è il Cantone che riceve il numero di dosi maggiori rispetto alla propria popolazione», spiega Zanini. «Secondo i dati di domenica sera, in Ticino sono state somministrate finora 32.775 dosi».

«Meno persone di quanto inizialmente preventivato sono state vaccinate. Il problema», torna a sottolineare Zanini, «è la scarsità di dosi a disposizione. Nelle ultime settimane siamo stati costretti ad utilizzare le dosi che avevamo per effettuare il richiamo a chi aveva già ricevuto la prima somministrazione. Alcune persone che si erano annunciate hanno dovuto dunque attendere: capiamo il nervosismo da parte di alcuni di loro. Contatteremo a breve quanti si sono annunciati ma non hanno ancora ricevuto un appuntamento, potremmo vaccinare questo gruppo a partire dalla prima settimana di marzo».

«L’obiettivo è sempre quello di evitare ulteriori morti»

Zanini sottolinea come l’aspetto più importante sia continuare la vaccinazione delle categorie a rischio: «L’obiettivo rimane quello di evitare ulteriori morti, stiamo vaccinando gli anziani e le persone con gravi patologie che rischiano maggiormente nel caso venissero contagiati».

«Il centro di Giubiasco sarà pronto dal 3 marzo, rispettate gli orari»

«Stiamo preparando il centro di Giubiasco: sarà pronto dal 3 marzo. Altri centri in tutto il Ticino saranno allestiti per la fase 3 (quella degli over 75)», continua Gobbi.

«Coloro che si presentano all’appuntamento per la vaccinazione sono invitati a presentarsi con il documento d’identità e la tessera di cassa malati. So che, soprattutto tra gli anziani, si tende ad arrivare ad un appuntamento con largo anticipo. Ma invito a rispettare gli orari, così da evitare gli assembramenti», sottolinea Gobbi.

«Delusione per chi è nella lista d’attesa»

«Sappiamo che c’è stata un po’ di delusione tra chi si era annunciato trovandosi poi nella lista d’attesa. Il problema, torniamo a sottolinearlo, è l’approvvigionamento. La macchina della campagna vaccinale funziona, ma a mancare è ora la benzina», ha concluso Gobbi.

Si è poi aperto alle domande dei giornalisti.

Chi si era già ammalato di COVID deve comunque vaccinarsi?

«Sì, raccomandiamo comunque la vaccinazione al più tardi tre mesi dopo il contagio», risponde Zanini. «Nelle case anziani abbiamo proceduto immediatamente con la vaccinazione anche di chi era appena guarito».

Qual è la situazione con il vaccino di AstraZeneca?

«Il vaccino di AstraZeneca non è al momento omologato», risponde Zanini. «E lasciatemelo dire, per me è una buona notizia: la protezione che può fornire non è alta quanto quella dei vaccini di Pfizer e Moderna. Dal punto di vista etico sarebbe un grande dilemma averlo a disposizione e decidere se usarlo o meno», conclude il farmacista cantonale. Secondo indiscrezioni della stampa domenicale, lo ricordiamo, Berna starebbe valutando di rivendere le dosi il cui acquisto è già stato accordato con AstraZeneca.

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