Permessi: chiesta l’Alta vigilanza sul Consiglio di Stato

Ticino

Sirica e Durisch tornano sull’agire del Dipartimento delle istituzione in merito alla legge sugli stranieri e si appellano ora al Gran Consiglio

Permessi: chiesta l’Alta vigilanza sul Consiglio di Stato
© CdT/Gabriele Putzu

Permessi: chiesta l’Alta vigilanza sul Consiglio di Stato

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Il Partito socialista, in un documento che porta la firma del copresidente Fabrizio Sirica e del capogruppo in Gran Consiglio Ivo Durisch, torna su quanto emerso nella puntata di giovedì scorso di Falò sul tema dei permessi B e C in cui era presente anche il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. I due esponenti socialisti chiedono ora al presidente del Gran Consiglio l’attivazione dell’Alta vigilanza sul Consiglio di Stato.

«Conformemente all’art. 57 capoverso 2 della Costituzione cantonale con la presente missiva chiediamo di attivare l’alta vigilanza sul Consiglio di Stato in relazione ai fatti emersi nel servizio di Falò (RSI) del 3 settembre “La vita degli altri”. Durante l’inchiesta giornalistica son stati messi in luce una serie di elementi estremamente preoccupanti, come controlli di polizia sproporzionati e gravemente invasivi della sfera privata ai danni di cittadini intenti a rinnovare il permesso di domicilio o per la concessione del permesso di dimora. O ancora il non rispetto della giurisprudenza dei tribunali relativa ai criteri per rifiutare un permesso. Quel che è grave è che durante il servizio il capo del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi abbia parlato di precisa scelta politica nel non rispetto delle indicazioni del tribunale.

Richiediamo dunque l’attivazione dell’Alta vigilanza e della determinazione delle relative modalità. L’obiettivo è fare chiarezza sulle procedure e le prassi adottate dall’esecutivo e dal direttore del Dipartimento delle istituzioni, attribuendo le relative responsabilità politiche».

Il Tribunale amministrativo cantonale (TRAM) aveva già dato ragione nel mese di gennaio a un frontaliere italiano che avrebbe dovuto ottenere di diritto il rinnovo del permesso nonostante avesse sottaciuto una condanna penale comminatagli in Italia.

Parallelamente alla richiesta di attivare l’Alta vigilanza, il PS ha anche inoltrato un’interrogazione parlamentare. In mattinata era invece toccato all’MPS chiedere lumi sull’agire del Governo tramite un’interpellanza.

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