Permessi: «Nessuna illegalità, esagerato parlare di abusi»

il caso

Lo ha ribadito il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, attaccato nell’aula del Gran Consiglio da PS e MPS prima del voto relativo ai conti

Permessi: «Nessuna illegalità, esagerato parlare di abusi»
©CdT/Gabriele Putzu

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Permessi: «Nessuna illegalità, esagerato parlare di abusi»
©CdT/Chiara Zocchetti

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«Di arbitrarietà, e quindi illegalità, non ce n’è stata. Le leggi permettono di essere applicate con dei margini che possono essere o rigorosi o più aperti e questo è stato fatto. Di illegalità non ce ne sono state e mi sembra esagerato parlare di ‘abuso’ o ‘repressione’ a fronte di 115 mila decisioni dell’Ufficio della migrazione, delle quali meno di mille negative, nel corso del 2019».

Lo ha ribadito il direttore del Dipartimento delle istituzioni (DI) Norman Gobbi nel rispondere ad alcuni interventi in aula prima del voto sul rendiconto del DI e incentrati sul caso dei permessi per stranieri. Come ricorderete, il caso era balzato agli onori della cronaca in seguito a un servizio di «Falò» che aveva evidenziato un alto numero di richieste di rilascio o rinnovo di un permesso per stranieri che erano state bocciate a seguito di un applicazione molto restrittiva delle Legge sugli stranieri. Il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) aveva invece accolto circa la metà dei ricorsi presentati e aveva a più riprese bacchettato l’Esecutivo per non aver rispettato una giurisprudenza molto meno restrittiva per quanto riguarda le condanne penali più datate, le quali non sono più un ostacolo insormontabile per l’ottenimento di un permesso.

Fuoco di fila della sinistra: «Un’ombra sulla conduzione del DI»

In aula, Gobbi è stato sottoposto a un fuoco di fila da parte del fronte rosso-verde prima del voto sul rendiconto del suo dipartimento. Nell’annunciare l’intenzione del gruppo socialista di votare contro il rendiconto, il deputato Nicola Corti ha rimarcato che «in passato, per molto meno, a Patrizia Pesenti e a Marina Masoni sono stati concessi ben altri trattamenti rispetto al silenzio quasi connivente che sembra accompagnare oggi ancora Norman Gobbi in Governo». A suo dire, «questa storia getta un’ombra sulla conduzione del DI». E ancora: «Non è ipotizzabile un rimpasto dei dipartimenti?», si è chiesto. «Non spetta a me dirlo, ma posso invitare tutti a dissociarsi da queste decisioni che travalicano la soglia della giurisprudenza in vigore». Anche la deputata dell’MPS Simona Arigoni ha attaccato Gobbi denunciando una «situazione inaccettabile» fatta di una «politica migratoria di abuso» che «solo oggi sembra venire a galla». Dal canto suo, il deputato dei Verdi Andrea Stephani ha parlato di «crescente stato di polizia» sul modello «della Germania Est». Il gruppo della Lega non ha invece preso posizione. Sul tema sono ancora pendenti delle interpelanze di PS, MPS e PLR alle quali, ha spiegato Gobbi, verrà data risposta nella giornata di giovedì.

Ricordiamo che lo scorso 7 settembre il partito socialista aveva chiesto l’attivazione dell’Alta vigilanza sul Consiglio di Stato per «fare chiarezza sulle procedure e le prassi adottate dall’Esecutivo e dal direttore del dipartimento delle istituzioni, attribuendo le relative responsabilità politiche». Sono invece ancora pendenti due interrogazioni presentate dai Verdi e una dal PS.

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