Piace la formazione fino ai diciotto anni

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Via libera della Commissione formazione e cultura al progetto «Obiettivo 95%», che punta a implementare la quota di ragazzi in possesso di un diploma secondario – Allo Stato viene chiesto di aumentare i posti di apprendistato – Biscossa: «Investire oggi per risparmiare domani»

Piace la formazione fino ai diciotto anni
© CdT/Gabriele Putzu

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Luce verde da parte della Commissione formazione e cultura al progetto «Obiettivo 95%», che ha quale obiettivo di garantire un livello di studio secondario al 95% dei giovani entro i 25 anni. I commissari hanno firmato il rapporto della relatrice Anna Biscossa (PS), favorevole al progetto, che invita il plenum del Gran Consiglio ad approvare il messaggio governativo che prevede una modifica della Legge della scuola con l’introduzione dell’obbligo formativo fino alla maggiore età.

Il Messaggio era stato presentato lo scorso 13 gennaio dal Consiglio di Stato, il quale aveva fatto suo la proposta del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) di Manuele Bertoli. L’obiettivo, a medio-lungo termine, è di incrementare la quota di giovani venticinquenni in possesso di un diploma secondario, passando dall’attuale 88% al 95% (la media nazionale è di circa il 91%). In buona sostanza, si vuole assicurare a tutti i giovani residenti, dopo la scuola dell’obbligo e fino almeno ai 18 anni di età, di venire seguiti e accompagnati in un progetto individuale di formazione che possa consentire loro di conseguire un titolo postobbligatorio.

In Ticino sono già attive strutture e misure che intervengono a prevenzione dell’abbandono scolastico ma nonostante questo ogni anno circa 350 giovani «escono dai radar» del sistema formativo senza aver conseguito un diploma secondario.

Per evitare l’assistenza

«È importante dimostrare che la politica crede nella formazione professionale, anche dei giovani più fragili», spiega la relatrice. «Investire poco oggi vuol dire anche risparmiare domani, evitando a questi ragazzi di dover far capo all’assistenza sociale e avendo invece cittadini autonomi e in grado di costruirsi un futuro». La Commissione formazione e cultura, nell’allinearsi alla linea del Consiglio di Stato, ritiene inoltre «necessario» che lo Stato, nel suo ruolo di datore di lavoro, «dia il buon esempio» portando la quota dei posti di tirocinio da esso offerti dal 4.0-4.5% a una quota minima del 5%. «L’Ente pubblico ha una responsabilità ancora maggiore, soprattutto alla luce della pandemia di coronavirus», prosegue Biscossa.

Il rapporto commissionale considera infine evasa la mozione di Massimiliano Ay (PC) del 21 gennaio 2019 che chiedeva invece un’obbligatorietà scolastica fino ai 18 anni.

Aiuto e accompagnamento

Il progetto, proposto dal DECS, deriva da un sistema già in vigore nel canton Ginevra. I sei punti salienti del messaggio «Obiettivo 95%», oltre all’obbligo formativo, prevedono il rilevamento e l’accompagnamento dei giovani, dei progetti individuali e misure di preparazione all’apprendistato (percorso di accertamento di potenzialità), la promozione e l’ampliamento delle formazioni professionali biennali, delle misure per gruppi a rischio esclusione e, infine, la Città dei mestieri.

Per quanto riguarda l’accompagnamento dei giovani è prevista l’assunzione di tre figure specializzate. Essi, conclude Biscossa, aiuteranno i ragazzi a rientrare nella formazione, un percorso che spesso richiede molti passaggi come ad esempio delle collaborazioni con delle aziende oppure l’ottenimento di un diploma di Scuola media.

I costi

A livello di costi, l’impatto della spesa di gestione corrente sul preventivo 2020 ammonterebbe a 165 mila franchi complessivi. Negli anni successivi la misura, una volta totalmente a regime, avrà un costo di 660 mila franchi, così suddivisi: 360 mila franchi per il rilevamento, l’aggancio e l‘accompagnamento verso progetti formativi dei giovani senza qualificazione, 200 mila franchi per la promozione di percorsi individualizzati e forme di preparazione all’apprendistato orientate alle competenze e 100 mila franchi per il finanziamento di programmi e azioni mirate di sostegno per gruppi a rischio di esclusione. Il progetto dovrebbe partire il prossimo settembre e garantire il raggiungimento degli obiettivi entro il 2023.

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