Elezioni cantonali

«Al PLR non servono crocerossini»

Le reazioni dei presidenti dopo il secondo sondaggio elettorale – Caprara invita a non regalare voti, Foletti frena l’entusiasmo, Dadò chiede responsabilità e Righini si dice più preoccupato

«Al PLR non servono crocerossini»
Manca sempre meno all’appuntamento elettorale del 7 aprile. (Foto Archivio CdT)

«Al PLR non servono crocerossini»

Manca sempre meno all’appuntamento elettorale del 7 aprile. (Foto Archivio CdT)

BELLINZONA - Sensazioni altalenanti, poco entusiasmo e soprattutto tanta prudenza. Non si sbottonano i presidenti e i portavoce dei partiti invischiati nella lotta al Consiglio di Stato nel commentare l’esito del secondo sondaggio elettorale realizzato dalla società Ad Hoc Informatica per conto del Corriere del Ticino, di TeleTicino e del sito Il Federalista. Le parole sono misurate, prevale il «guai ad abbassare la guardia» e soprattutto su alcuni fronti – PLR in primis – l’invito a non disperdere voti inutilmente. Sì perché rispetto alla prima proiezione tutti, eccetto la lista unica formata da Lega e UDC in crescita, sembrerebbero perdere terreno.

Michele Foletti - Lega-UDC
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«Lega al sicuro? Guai a dirlo. Bisogna continuare a serrare i ranghi e il risultato di questo secondo sondaggio dimostra che lanciare un appello in questo senso è utile. Ma l’effetto del risultato della Lega, come amo ripetere, è nella misura del 50% figlio degli errori altrui. E in questo senso non può che favorirci l’atteggiamento poco coerente del PLR, che ad esempio sull’accordo quadro vota una cosa a Berna e ne dice un’altra dal Ticino».

Bixio Caprara - PLR
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«Continueremo a giocarcela fino alla fine, l’obiettivo non cambia. Non abbiamo mai fatto la lotta contro qualcuno, ma perché crediamo che per il Ticino sarebbe meglio avere una politica più credibile grazie a un rafforzamento del PLR in Governo. In questo quadro chiaramente non penso sia necessario fare i crocerossini a favore di partiti che non ne hanno bisogno. Quello che diamo a terzi non lo riceveremo indietro. Il PLR deve esserne consapevole».

Fiorenzo Dadò - PPD
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«Chiedo un atto di responsabilità a tutti i popolari democratici. Abbiamo lavorato moltissimo e affrontato diversi problemi, ora servo un sostegno concreto degli elettori. Il Cantone ha bisogno di stabilità e di certo non di un rafforzamento degli estremi. Il testa a testa fra Paolo Beltraminelli e Raffaele De Rosa? Lo avevamo promesso: la nostra è una lista di battaglia e non sono state previste corsie preferenziali per nessun candidato».

Igor Righini - PS
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«Se in occasione del primo sondaggio ero preoccupato ora che il PS perde ancora terreno sono preoccupatissimo. Non credo infatti che il PLR, come sembra, possa fare peggio rispetto al 2015, anche perché Lega e UDC potrebbero spostare dei voti a favore dei liberali radicali. Il mantenimento del seggio socialista si giocherà per un pugno di schede e per questo servirà l’aiuto di tutto: dovremo combattere fino all’ultimo».

Ronnie David - Verdi
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«Probabilmente il dibattito generato dalla sfida tra PLR e PS penalizza le forze non governative. Forse al primo sondaggio l’entusiasmo era maggiore, ma i Verdi non devono perdere di vista il vero obiettivo che è quello di rafforzare la presenza in Gran Consiglio con un importante ricambio generazionale. Siamo in corsa per questo traguardo e in questo momento non ha senso parlare di soccorso ad altri partiti della nostra area».

Giuseppe Sergi - MPS
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«Resta un sondaggio, ma ci incoraggia il fatto che tra gli elementi nuovi della seconda proiezione – oltre alla crescita di Lega-UDC – vi sia l’avanzata dei cosiddetti “altri”. Pensiamo infatti di rappresentare una componente importante di questa fetta di voti. La tendenza sembra dunque essere positiva e ci spinge a continuare a credere nel nostro obiettivo: il mantenimento del seggio in Parlamento e, perché no, un rafforzamento della nostra presenza».

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