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«Alla scuola serve un dibattito razionale e non basato sulle sensazioni»

Pubblicata la 4. edizione del volume «Scuola a tutto campo», che valuta lo stato di salute del sistema educativo, grazie a una serie di indicatori scientifici

«Alla scuola serve un dibattito razionale e non basato sulle sensazioni»
La pubblicazione «Scuola a tutto campo».

«Alla scuola serve un dibattito razionale e non basato sulle sensazioni»

La pubblicazione «Scuola a tutto campo».

BELLINZONA - «Mi fa piacere che il dibattito intorno alla scuola sia molto vivo. È però importante che sia il più scientifico e razionale possibile e che non si basi unicamente sulle sensazioni, perché rischierebbe di fare gravi danni». È quanto indicato dal direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) Manuele Bertoli che giovedì mattina è intervenuto all’incontro per la presentazione della quarta edizione del volume «Scuola a tutto campo», pubblicata a partire da quest’anno con scadenza quadriennale e non più quinquennale come dal 2005. Si tratta di «un progetto importante che presenta gli indicatori del sistema educativo ticinese e si prefigge di fornire una base di dati affidabili per informare l’opinione pubblica, guidare il miglioramento della scuola e sviluppare un’ampia riflessione sul settore per individuarne le priorità» indica il Dipartimento in una nota. Bertoli ha poi sottolineato il ruolo di precursore che ricopre il Ticino in questo settore: «Questo strumento è per me una fonte di orgoglio, proprio perché è il più avanzato nel campo del monitoraggio della scuola e in questo senso siamo senz’altro un esempio per il resto della Svizzera». Il sistema educativo ticinese è nel suo complesso «un buon sistema, come ci confermano i dati PISA» ha proseguito il direttore del DECS. Tuttavia, quest’ultimo ha rilevato come «vi siano ancora delle criticità che non possiamo certo trascurare, come l’influenza sulla riuscita degli allievi esercitata dall’origine socio-economica degli stessi». Ma perché fare capo a questa metodica per stabilire lo stato di salute dell’educazione ticinese? «Gli indicatori si distinguono dalle statistiche scolastiche poiché si presentano come un insieme (di misure, di dati, di informazioni) più complesso e articolato rispetto a una collezione di statistiche» ha spiegato il direttore della Divisione della scuola e coordinatore del DECS Emanuele Berger. Per poi aggiungere: «Aggregando e analizzando informazioni abitualmente non collegate tra loro, gli indicatori permettono di acquisire un quadro attendibile dello stato di un sistema scolastico. Si tratta quindi di una forma di rendiconto». A spiegare nel dettaglio la forma e i contenuti della pubblicazione, è stato il responsabile del CIRSE - che fa capo alla SUPSI - Michele Egloff: «La pubblicazione che definisco ammiraglia, condensa lo spirito di quanto facciamo in merito al nostro sistema educativo». Per poi proseguire: «Si tratta di un testo che penso possa favorire l’emergere di nuove visioni e di nuove aspettative». Nel dettaglio, il testo si suddivide in 7 tematiche, dette campi, entro i quali il monitoraggio del sistema educativo si articola in una serie di indicatori, 27 in totale, che permettono di approfondire aspetti specifici come l’equità, l’approccio per competenze nell’insegnamento, il benessere di allievi e docenti, l’innovazione e le sperimentazioni, le risorse umane e le risorse finanziarie.

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