«AlpTransit, il Governo deve attivarsi»

Mobilità

Una mozione interpartitica chiede al Consiglio di Stato di effettuare uno studio sui rischi legati a un mancato completamento dell’opera

«AlpTransit, il Governo deve attivarsi»
© CdT/Archivio

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«Allestire in tempi rapidi uno studio che valuti i rischi di un mancato completamento di AlpTransit». È quanto chiede una mozione interpartitica presentata al Consiglio di Stato e sottoscritta da tutti i capigruppo in Gran Consiglio. «L’anno prossimo a livello federale verranno prese delle importanti decisioni sulle priorità in termini di mobilità», precisa il capogruppo PLR Alex Farinelli, primo firmatario della mozione. «Ecco perché sarà essenziale poter disporre di questo studio che permetterà al Ticino di avere una freccia in più al suo arco. Insomma, occorre andare a Berna con basi solide che possano supportare le nostre richieste. I semplici auspici non bastano».

Impensabile perdere il treno

Se l’anno prossimo con l’entrata in funzione del tunnel di base del Monteceneri «si chiuderà dunque una prima fase dei lavori inerenti le nuove traversali ferroviarie alpine», a fronte di questo «importante traguardo non si può essere soddisfatti delle prospettive per i prossimi decenni», si legge nella mozione. «Il futuro dello sviluppo infrastrutturale del Paese che si sta disegnando a livello federale è limitato da criteri fortemente settoriali di capacità nei vari segmenti della rete ferroviaria. Ora, in particolare il caso del Ticino, dimostra come occorra una decisa (ri)valutazione anche in termini ambientali, di mobilità integrata, di sicurezza e di sviluppo economico e territoriale». Ma non solo. «Forti dell’esperienza vissuta - continuano i firmatari - è chiaro a tutti che se non si procede subito con il completamento dell’opera (con il tracciato a sud di Lugano e l’aggiramento di Biasca e Bellinzona), il rischio è che per un lungo periodo interessi contrastanti di vario tipo, ne facciano ritardare irrimediabilmente la realizzazione e che si rimanga ancora per decenni con un’opera straordinaria ma incompleta». Da qui l’appello al Governo di attivarsi al più presto in modo da non rischiare di perdere il treno. «Più che un timore è una constatazione - continua Farinelli - negli ultimi anni in Ticino sono state realizzate delle opere importanti e il pericolo è che altre regioni svizzere rivendichino per loro i finanziamenti della Confederazione. Ecco perché occorre essere prudenti e giocare d’anticipo».

Gomito a gomito con l’Italia

Dello stesso avviso il capogruppo dei Verdi Nicola Schönenberger che evidenzia come «il disegno iniziale di AlpTransit era la linea veloce da Milano a Zurigo. Se le opere principali come il tunnel di base del San Gottardo e la galleria del Ceneri sono state completate, discorso diverso vale per le tratte tra Biasca e il Piano di Magadino come pure a sud di Lugano. Anzi, di questi interventi non si è neppure più parlato e non sono previsti nelle pianificazioni. È tutto demandato a un futuro lontano e il timore è che il nostro cantone venga dimenticato. Non possiamo permettere che il completamento di AlpTransit perda di priorità». Per essere ancora più incisivi a Berna, nella mozione si chiede infine all’Esecutivo di «valutare e verificare se in questo contesto non possa essere interessante coinvolgere le autorità della vicina Lombardia che potrebbero costituire un partner, nell’ambito di un progetto Interreg, di respiro transfrontaliero e internazionale».

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