Antibiotici, uno su due è di troppo e il Ticino è messo male

Il medico cantonale Giorgio Merlani lancia l’allarme: “Occorre intervenire al più presto, a rischio la salute di tutti”

Antibiotici, uno su due è di troppo e il Ticino è messo male

Antibiotici, uno su due è di troppo e il Ticino è messo male

BELLINZONA - La comunità scientifica è in allarme: in Svizzera, un antibiotico su due è somministrato senza una reale necessità. Un consumo eccessivo che porta allo sviluppo di batteri sempre più resistenti, tanto che nel 2015 sono stati 276 i decessi dovuti a infezioni non più curabili con gli antibiotici. Da qui il lancio lunedì di una settimana di sensibilizzazione a livello nazionale. Ma come siamo messi in Ticino? Ne abbiamo parlato con il medico cantonale Giorgio Merlani.

L'allarme è lanciato: si utilizzano troppi antibiotici. Ma il problema sono i pazienti che ne fanno richiesta anche per un semplice raffreddore, oppure sono medici e ospedali che ne prescrivono troppi?«Da un lato ci sono pazienti a volte ansiosi che tendono a recarsi dal medico per farsi curare e richiedono esplicitamente gli antibiotici, talvolta nell'erronea convinzione che siano sempre utili. Dall'altro, vi sono medici che, magari per evitare storie e discussioni con i propri pazienti, somministrano più facilmente questi farmaci oppure che non si attengono alle raccomandazioni degli specialisti che stabiliscono che per alcune infezioni normalmente non servono antibiotici. Il problema è quindi duplice. Negli ultimi anni a livello globale ci si è però resi conto che i batteri reagiscono alla somministrazione di antibiotici sviluppando strategie per sopravvivere. Di conseguenza, più si usano questi farmaci, più i virus si rafforzano e diventano resistenti. Per rispondere alla sua domanda dunque, il problema va affrontato su entrambi i fronti».

E come siamo messi in Ticino?«In generale va detto che in Svizzera circa un antibiotico su due viene somministrato senza una indicazione assoluta, ma siamo già i migliori in Europa. In Ticino, la situazione è leggermente peggiore, forse per via del gradiente geografico che bisogna anche tenere in considerazione. Nei paesi del Nord si osserva infatti una minore presenza di batteri resistenti mentre, al contrario, questa cresce man mano che ci si sposta verso il centro e Sud dell'Europa, dove ad aumentare è anche il consumo pro capite di antibiotici. Ad influire sui dati ticinesi, è inoltre la maggiore presenza di pazienti che hanno in precedenza avuto ricoveri in ospedali italiani e dunque più frequentemente portatori di germi resistenti: per questo motivo, il tasso di resistenza in Ticino è più alto rispetto alla media nazionale. Per esempio Ginevra, che ha il maggiore consumo di antibiotici a livello svizzero ed i più alti tassi di resistenza, ha lo stesso problema per la vicinanza con la Francia».

Secondo i dati dell'Ufficio cantonale di statistica il Ticino è il cantone con il maggior numero di farmacie per abitanti. Significa che siamo dei gran consumatori di farmaci?«Il tema è complesso: una spiegazione è anche data dal fatto che in alcuni cantoni, a differenza del Ticino, la somministrazione è possibile anche negli studi medici, limitando così la presenza di farmacie sul territorio. Inoltre, ad incidere è il fatto che rispetto ad oltralpe in Ticino non sono così diffuse le drogherie o le farmacie online».

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