Approvati i conti di Banca Stato

Gran Consiglio

Nessuna sorpresa in Parlamento: il plenum ha dato il proprio benestare - Fa discutere la poca rappresentanza femminile ai vertici

Approvati i conti di Banca Stato
© CdT/Gabriele Putzu.

Approvati i conti di Banca Stato

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Nessuna sorpresa, come d'altronde ampiamente prevedibile. Nel corso della sua prima seduta del 2020 il Gran Consiglio ha approvato con 63 voti favorevoli 5 contrari e 5 astenuti il conto economico e il bilancio al 31 dicembre 2018 della Banca dello Stato, che prevede un risultato di esercizio di 73 milioni di franchi - con un aumento dell'1,3% rispetto all'anno precedente - e ricavi netti di 190,7 milioni (+7,6%). L'utile netto cresce invece da 48,1 milioni a 50 milioni, con un aumento del 4% su base annua, mentre i costi di esercizio ammontano a 109,6 milioni, con una crescita di 7,7 milioni (+7,6%) rispetto al 2017. Il versamento al Cantone si attesta a 38,4 milioni, 2,3 milioni in più rispetto al 2017.

Il plenum, preso atto di queste cifre, ha dunque approvato il rapporto di maggioranza della Commissione della gestione (relatore il deputato PPD Maurizio Agustoni), firmato con riserva da tre deputati (Anna Biscossa, Natalia Ferrara e Ivo Durisch) vista l'assenza di donne nei piani alti, come ad esempio nel Consiglio di amministrazione.

Il dibattito
Nel suo intervento, Agustoni ha ribadito che Banca Stato può quindi guardare con fiducia al futuro. Il suo auspicio per il 2020 è che si possa assistere a una "progressione di presenza femminile", ma "Banca Stato non può essere rimproverata per poca presenza femminile. Tradizionalmente, quello economico è un settore dove gli uomini sono più presenti". Inoltre, Agustoni ha sottolineato come "Banca Stato adempie all'obiettivo di offrire a clientela investimenti ecologici". La scarsa adesione dipende tuttavia ad altri fattori come "la redditività, rischi legati a questi fondi e la sensibilità dei singoli clienti". Per quanto riguarda le differenze salariali, un rapporto verrà presentato già nel corso di quest'anno.

La deputata Natalia Ferrara (PLR) ha sciolto le proprie riserve, pur ponendo l'accento sulla rappresentanza femminile. "Su 400 dipendenti, però, forse 7 donne a capo delle aree di attività della banca qualche donna la si poteva trovare, ma così non è". "Il valore aggiunto delle donne ai vertici è un dato di fatto", ha poi ribadito. Infine, la deputata liberale radicale ha evidenziato le difficoltà nel dialogare con i grandi gruppi in mano straniera in materia di partenariato sociale. La questione femminile è pure stata sollevata da Tamara Merlo (Più Donne).

Dal canto suo Omar Balli (Lega), confermando l'adesione del proprio gruppo, ha lamentato una scarsa solidarietà nei confronti dei lavoratori del settore bancario quando si parla di licenziamenti. Tornando a Banca Stato, anche Balli ha posto l'accento sul miglioramento rispetto ai risultati già buoni del 2017. "Da una delle ultime banche di rango è diventata una banca moderna che ora si situa tra le migliori banche cantonali grazie a una politica accorta".

La deputata PS Gina La Mantia ha pure posto l'accento sulla scarsa rappresentanza femminile a livello dirigenziale ("le donne vanno fatte crescere", ha ribadito) e sulla questione ambientale. "Banca Stato, nel corso degli ultimi otto anni, è riuscita a diminuire il suo consumo energetico e di carta e non partecipa a investimenti riguardanti merci sotto embargo, metalli rari, oggetti d'arte o armi, e questa è una notizia molto positiva. Resta aperta la questione delle miniere di carbone a cielo aperto in Siberia e sarebbe auspicabile avere maggiori informazioni sulla concessione di crediti da parte della Banca". Il gruppo PS, ha concluso, "prende atto del brillante risultato finanziario e approva, a maggioranza, i conti di Banca Stato".

Anche il deputato UDC Tiziano Galeazzi ha rimarcato "l'eccezionale risultato del 2018, a beneficio della cittadinanza" e posto l'accento sulle conseguenze in caso di ratifica dell'accordo quadro con l'Unione europea, che potrebbe portare a una contrazione degli utili. Nel suo intervento, Samantha Bourgoin (Verdi) ha consigliato alla Banca un maggiore entusiasmo per i fondi di investimento "verdi". Una voce critica è invece stata quella di Simona Arigoni Zürcher (MPS). L'esponente del Movimento per il socialismo ha sollevato dubbi sulla sostenibilità dei finanziamenti, ad esempio, a società che si occupano di commercio di ferro o cotone, visto "l'impatto sull'ambiente". Inoltre, ha chiosato, "il rapporto si limita a raccontare quanto detto dalla Banca". L'MPS "non sosterrà dunque il rapporto".

Il direttore del DFE Christian Vitta, invitando il plenum ad approvare il rapporto della Gestione, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto e per il consolidamento sul mercato ticinese. "Tutti gli indicatori sono positivi e il risultato di esercizio aumenta dell'1,3%, consentendo di rafforzare la solidità dell'istituto. Per la prima volta l'utile netto supera la soglia dei 50 milioni, a beneficio di tutta la comunità in quanto il versamento di Banca Stato è di 38,4 milioni. Se a questo importo aggiungiamo la remunerazione sui prestiti arriviamo a un totale di afflussi di 40,7 milioni di franchi per le casse cantonali". Buone notizie, ha rimarcato, anche il grado di soddisfazione dei dipendenti e per quanto riguarda la formazione continua, con il proseguimento dei filoni iniziati nel 2017.

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