Bertoli: misure attese, ma i test a scuola non convincono

La reazione

Il presidente del Consiglio di Stato ticinese commenta le decisioni di Berna

Bertoli: misure attese, ma i test a scuola non convincono
© CdT/Gabriele Putzu

Bertoli: misure attese, ma i test a scuola non convincono

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Estensione dell’obbligo del certificato COVID a tutti gli spazi al chiuso, introduzione del pass per le riunioni private con più di 10 persone e riduzione della validità dei test. Sono le principali misure che il Consiglio federale propone di introdurre alla luce dell’aumento dei casi di coronavirus e dell’arrivo della nuova variante Omicron, definita «preoccupante» dall’OMS. La palla, ora, passa ai Cantoni che avranno tempo fino a domani sera per fornire una risposta.

«Misure in gran parte attese, visto l’aumento delle ospedalizzazioni e l’arrivo della nuova variante», commenta il presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli: «Domani ne discuteremo in Governo e avremo anche un incontro con la cellula sanitaria».

Tra le proposte messe sul tavolo dal Consiglio federale, vi è anche una misura che concerne direttamente la scuola. Citiamo dal comunicato del Consiglio federale: «Le scuole dell’obbligo e del livello secondario II saranno tenute a offrire la possibilità di sottoporsi a test ripetuti». Che ne pensa Bertoli? Il Ticino si adeguerà? «Se il Consiglio federale deciderà di introdurla, sarà difficile non adeguarsi. Continuiamo, tuttavia, a ritenerla una misura non efficace. Dove è stata applicata, con un sistema peraltro oneroso, ci sono stati peggioramenti rispetto alla nostra situazione. I test misurano, ma non permettono di ridurre il contagio».

Viene da chiedersi, infine, come reagirà la popolazione a questa stretta. «La popolazione risponde in maniera positiva quando verifica sul campo che ci sono problemi. E che questi problemi aumentano. Introdurre misure severe quando il problema non è avvertito, fa sì che sia più complicato sostenerle. Tuttavia, nelle ultime settimane tutti abbiamo compreso che la situazione è cambiata in peggio». Quanto all’applicazione delle misure, secondo il presidente dell’Esecutivo «occorrerà evitare che, una volta decisa la misura, vi sia una prassi totalmente differente».

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