Cardiocentro, “l’alternativa era deporre le armi”

Il Gruppo di sostegno dell’istituto del cuore lancia la raccolta firme per l’autonomia dell’ospedale

Cardiocentro, “l’alternativa era deporre le armi”

Cardiocentro, “l’alternativa era deporre le armi”

BELLINZONA - "Siamo arrivati ad un punto in cui non c'erano alternative: o si depositavano le armi o lanciavamo un'iniziativa popolare". Non ha dubbi Edo Bobbià coordinatore del Gruppo di sostegno del Cardiocentro nel dare il via alla raccolta firme per portare il popolo alle urne e decidere così sul futuro dell'istituto del cuore. Un futuro che, secondo l'accordo stipulato nel settembre del 1996 tra la Fondazione e l'EOC, prevede il passaggio del Cardiocentro all'Ente ospedaliero. Ma i sostenitori dell'istituto del cuore non ci stanno e chiedono l'autonomia.

Il lancio dell'iniziativa popolare è quindi stato definito "un passo necessario" dai promotori "per sbloccare la situazione di stallo che si è venuta a creare" nelle trattative tra EOC e Cardiocentro. Negoziazioni queste annose e non prive di accesi botta e risposta tra il fondatore del Cardiocentro Tiziano Moccetti e il presidente dell'EOC Paolo Sanvido. "Preferisco che a decidere sul futuro dell'istituto sia il cittadino piuttosto che il burocrate", ha aggiunto Moccetti.

Detto degli obiettivi si parte ora con la raccolta delle firme. Ne serviranno 7.000 in due mesi.

Maggiori informazioni sull'edizione di domani.

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