Casi di rigore, c’è il sì del Parlamento

Coronavirus

A grandissima maggioranza il Gran Consiglio ticinese ha approvato i 75,6 milioni di aiuti per i settori particolramente colpiti dalla crisi

Casi di rigore, c’è il sì del Parlamento

Casi di rigore, c’è il sì del Parlamento

Il Gran Consiglio ticinese a grandissima maggioranza ha approvato il decreto legislativo concernente gli aiuti per i casi di rigore, ovvero il sostegno economico previsto per i settori particolarmente colpiti dalla crisi economica legata alla pandemia da coronavirus.

Il Parlamento, con 78 voti favorevoli, zero contrari e 2 astenuti, ha così dato il via libera agli aiuti economici per 75,6 milioni di franchi (di cui 25,4 a carico del Cantone) destinati a determinati settori: eventi, baracconisti, manifestazioni e intrattenimento; palestre, centri sportivi, centri fitness e wellness; viaggi, trasporti su gomma non regolari, turismo degli affari; ristorazione e piccola media distribuzione. Ma non solo: il Parlamento ha pure approvato gli emendamenti proposti dalla Commissione della gestione che, in estrema sintesi, adattano il sistema di aiuti alle novità annunciate da Berna la scorsa settimana. In particolare, il Parlamento ha dato delega al Consiglio di Stato di aumentare i crediti per i casi di rigore senza passare dal Parlamento nel caso in cui gli aiuti supplementari che dovrebbero giungere dalla Confederazione non richiederanno un contributo cantonale. Secondo le prime stime, con gli aiuti federali supplementari, la cifra a disposizione del Ticino potrebbe passare da 75,6 milioni a circa 108 milioni.

L’altra novità riguarda invece le due tipologie di procedura per poter accedere agli aiuti destinati ai casi di rigore. La prima, detta per «procedura ordinaria», prevede che l’azienda debba dimostrare un calo della cifra d’affari del 40% negli ultimi 12 mesi. La seconda, detta per «procedura agevolata», prevede invece che l’impresa costretta a chiudere per almeno 40 giorni a partire dal primo novembre del 2020 sia considerata automaticamente un caso di rigore, e non debba più quindi dimostrare una perdita della cifra d’affari.

Dal primo febbraio
Come confermato dal direttore del DFE Christian Vitta durante la discussione in aula, a partire dal primo febbraio tutte le informazioni per le aziende che intendono fare richiesta saranno aggiornate sull’apposito sito web (www.ti.ch/casidirigore). Sempre a partire dal 1. febbraio potranno quindi pure iniziare a compilare l’autovalutazione disponibile sul sito da poi inviare all’autorità per iniziare la procedura d’accesso agli aiuti. I primi soldi, come noto, dovrebbero poi essere erogati verso la metà del mese.

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