Commissione parlamentare d’inchiesta sempre più vicina

il caso

Via libera dalla sottocommissione alta vigilanza del Gran Consiglio alla CPI per fare luce sul caso dell’ex funzionario del DSS condannato per coazione sessuale

Commissione parlamentare d’inchiesta sempre più vicina
© CdT/Putzu

Commissione parlamentare d’inchiesta sempre più vicina

© CdT/Putzu

La sottocommissione alta vigilanza del Gran Consiglio ha dato il via libera oggi alla Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) per i fatti che hanno visto coinvolto l’ex funzionario del Dipartimento sanità e socialità, condannato un anno fa per coazione sessuale.

Al termine di un incontro con il Consiglio di Stato - come anticipato dalla RSI - la sottocommissione finanze ha dato parere positivo. Ora l’ultima parola spetterà alla commissione della Gestione prima e al Gran Consiglio poi.

La richiesta di istituire una CPI, ricordiamo, era stata avanzata da sette deputati di altrettanti partiti, guidati dal presidente del PPD Fiorenzo Dadò, dopo che il giudice aveva contestato il comportamento dei funzionari, rei di non aver protetto le ragazze. L’obiettivo della CPI sarà dunque quello di valutare se all’epoca ci furono davvero omertà e omissioni all’interno dell’amministrazione e nel Governo.

L’idea della CPI era stata bocciata in novembre dal Consiglio di Stato in novembre. Quello espresso dall’Esecutivo era un no chiaro ma, ricordiamo, il Governo non ha la facoltà di bloccare l’inchiesta politica.

Loading the player...
Il servizio di TeleTicino
©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Politica
  • 1
  • 1