Conformi al diritto federale le modifiche costituzionali ticinesi sui diritti politici

Consiglio federale

Il Governo raccomanda quindi al Parlamento di conferire la necessaria garanzia

 Conformi al diritto federale le modifiche costituzionali ticinesi sui diritti politici
© CdT/Archivio

Conformi al diritto federale le modifiche costituzionali ticinesi sui diritti politici

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Le modifiche costituzionali ticinesi sui diritti politici sono conformi al diritto federale. È quanto afferma il Consiglio federale chiedendo al Parlamento di conferire la necessaria garanzia. Conformi sono anche le Costituzioni rivedute di Uri, Vaud, Vallese e Ginevra.

Lo scorso 10 febbraio i ticinesi avevano approvato in votazione quattro modifiche costituzionali concernenti i diritti politici dei ticinesi residenti all’estero, la revisione dei termini per la raccolta delle firme di iniziative e referendum, la modifica dell’attuale possibilità di sottoporre agli aventi diritto di voto due varianti nell’ambito di una revisione parziale della Costituzione cantonale, e il cambiamento delle regole concernenti il voto in caso di iniziative popolari legislative. I tre progetti sono tutti stati approvati con percentuali di «sì» superiori al 70%.

Tra le modifiche costituzionali degli altri cantoni, si segnala quella sull’elezione 64 deputati del Gran consiglio urano. In futuro nei quattro maggiori comuni (Altdorf, Bürglen, Erstfeld e Schattdorf) si voterà con il sistema proporzionale denominato «doppio Pukelsheim», giudicato più equo per i piccoli partiti, mentre altri quattro comuni passeranno dal proporzionale al maggioritario.

L’introduzione in questi grossi comuni del «doppio Pukelsheim» (dal nome del matematico tedesco che lo ha concepito), considerato più equo per il conteggio dei voti, è stata invece approvata con il 68% dei voti lo scorso 19 maggio. Il cambiamento fa seguito a una sentenza del Tribunale federale che nel 2016 aveva giudicato incostituzionale l’attuale sistema.

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