Dall’assunzione al licenziamento, l’audit esterno per ora convince

Ex funzionario

Sono in corso approfondimenti giuridici per stabilirne la portata e gli strumenti – Il tema verrà discusso in Commissione gestione e finanze, cui spetta l’ultima parola – Sotto la lente dovrebbe finire tutto il periodo in Amministrazione dell’ex funzionario del DSS

Dall’assunzione al licenziamento, l’audit esterno per ora convince
© CdT/ Chiara Zocchetti

Dall’assunzione al licenziamento, l’audit esterno per ora convince

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Sarà con ogni probabilità un audit approfondito, con il margine di manovra il più ampio possibile, a far luce una volta per tutte sulla gestione da parte dell’Amministrazione cantonale del caso dell’ex funzionario del DSS condannato per stupro. Questo, ad oggi, è lo scenario più concreto sul tavolo. La politica stessa, per ora, è concorde sulla necessità di fare piena luce e, in caso di audit, di affidare questi accertamenti amministrativi a qualcuno di esterno alla realtà cantonale. D’altronde, il dossier è particolarmente delicato in quanto si dovrà accertare l’operato dei funzionari: qualcuno sapeva degli atteggiamenti sopra le righe (o addirittura delle molestie) dell’uomo, messi in luce nel servizio di Falò della scorsa settimana? Poteva o doveva fare di più?

Presto in Gestione
Domande alle quali, come detto, potrà magari rispondere un audit esterno. Usiamo il condizionale perché una decisione formale ancora non c’è e la via della Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) rimane aperta: «Oggi abbiamo avuto un aggiornamento ufficiale con la Gestione», spiega il coordinatore della Sottocommissione finanze, Michele Guerra, incaricato di trattare la comunicazione con i media.

La stessa Sottocommissione ha lavorato sul dossier a partire dallo scorso giugno e, «fatte le verifiche e le audizioni del caso e preso atto della documentazione fornitagli, ha deciso all’unanimità di fare piena e definitiva luce sulla vicenda: e questo per ora è l’unico punto fermo». E proprio oggi è stato preannunciato alla Gestione l’arrivo nelle prossime settimane di una proposta di mandato per questo possibile audit. Ancora Guerra: «Stiamo svolgendo i necessari approfondimenti per stabilire la portata di un possibile audit, ossia i poteri da attribuirgli. Ma sarà poi l’intera Gestione a decidere cosa fare».

L’ultima parola su quest’ultimo punto spetterà quindi in ogni caso a questa Commissione, la quale – oltre che scegliere fra audit e CPI – dovrà in caso affinarne il mandato. A questo punto, il gremio politico presieduto dalla socialista Anna Biscossa potrebbe attribuire autonomamente un mandato diretto, ma l’intenzione sembrerebbe comunque quella di passare dal Parlamento. Sui dettagli del possibile audit le bocche sono ancora cucite e lo stesso Guerra non ha potuto fornire altri dettagli.

Dalla A alla Z
Parrebbe in ogni caso che le verifiche amministrative andranno a coprire un orizzonte temporale molto ampio, ossia a partire dall’assunzione dell’ex funzionario fino al suo licenziamento ordinario, nel 2019.

Botta e risposta in Parlamento
Nella giornata di lunedì il caso aveva sfiorato anche il Gran Consiglio. Il deputato dell’MPS Matteo Pronzini aveva chiesto lumi sulla presenza in Sottocommissione finanze della presidente della Gestione, Anna Biscossa: «L’ex funzionario era un dirigente del PS. Ritengo ci sia un problema formale e dal punto di vista politico». Pronta la replica di Guerra, il quale aveva specificato che Biscossa è presente seguendo una prassi «nata sotto la presidenza della Gestione targata Matteo Quadranti, il quale aveva chiesto e ottenuto di partecipare alla luce del dissesto finanziario. Biscossa ha fatto la stessa cosa». Ma non solo: «La collega ha portato informazioni, delle quali abbiamo debitamente tenuto conto».

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