Dalla giustizia militare a quella civile, scetticismo dal Ticino

GIUSTIZIA

Il Consiglio di Stato boccia l’avamprogetto di Berna che prevede il trasferimento di alcune competenze alle autorità civili

Dalla giustizia militare a quella civile, scetticismo dal Ticino
© CdT/Archivio

Dalla giustizia militare a quella civile, scetticismo dal Ticino

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Pollice verso del Consiglio di Stato ticinese alla proposta di Berna di trasferire alcune competenze della giustizia militare alle autorità civili. L’avamprogetto di modifica del Codice penale militare posto in consultazione dal Consiglio federale, lo ricordiamo, propone che i civili i quali hanno commesso determinati reati contro la difesa nazionale e la forza difensiva del Paese in tempo di pace e non in collusione con i militari vengano sottoposti al diritto penale ordinario. Allo stesso modo, Berna potrebbe deferire alle autorità penali ordinarie il giudizio su reati di per sé sottoposti alla giurisdizione militare ma presumibilmente commessi da un civile.

Nel rispondere alla consultazione federale, il Governo esprime tuttavia delle perplessità di fondo sul progetto. In primis poiché «sono sempre meno i magistrati con conoscenze ed esperienze adeguate nel diritto penale militare». Non va inoltre dimenticato che dal profilo procedurale la procedura militare «garantisce maggiormente l’imputato in quanto i diritti della difesa sono più ampi rispetto a quelli previsti dal Codice di procedura penale». Con questa modifica, rileva il Governo, «gli accusati perderebbero ad esempio il diritto a un difensore d’ufficio gratuito indipendentemente dai mezzi finanziari di cui dispongono. Inoltre, l’uditore ha l’obbligo di sostenere personalmente l’accusa e assistere a tutti i dibattimenti, diversamente dal procuratore pubblico, il quale lo deve fare se chiede una pena superiore a un anno o una misura privativa della libertà.

Da non sottovalutare, infine, è il carico di lavoro cui sono sottoposti gli stessi procuratori pubblici ticinesi. Il progetto del Consiglio federale, si legge nella risposta, «potrebbe portare a un trattamento subottimale dei casi e a risultati incongrui». In conclusione, il Consiglio di Stato ritiene che l’avamprogetto contenga «diverse incognite senza apportare vantaggi procedurali o materiali tangibili». Pertanto, il Governo cantonale esprime contrarietà alle modifiche proposte da Berna ritiene «preferibile il mantenimento del sistema attuale».

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