De Rosa, dal rapporto con Beltraminelli a quello col partito

Governo

Raffaele De Rosa, eletto il 7 aprile in Consiglio di Stato tra le fila del PPD, ci ha aperto le porte del suo ufficio al primo piano del palazzo amministrativo - IL VIDEO

De Rosa, dal rapporto con Beltraminelli a quello col partito
©CdT/Gabriele Putzu

De Rosa, dal rapporto con Beltraminelli a quello col partito

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Nell’intervista in cui il direttore del Dipartimento sanità e socialità Raffaele De Rosa ha aperto le porte del suo ufficio al Corriere del Ticino, l’occasione ha permesso di parlare anche dei suoi attuali rapporti con il predecessore in Consiglio di Stato Paolo Beltraminelli, con il Partito popolare democratico

Una dolce giornata

Domenica 7 aprile è stata intensa e di sofferenza per Paolo Beltraminelli che ha perso il seggio in Consiglio di Stato e di gioia per Raffaele De Rosa, neoeletto. E da allora cosa è successo? «Ci siamo incontrati e sentiti alcune volte, e ancora di recente ci siamo incrociati all’evento legato al ventesimo dello IOSI. Ho avuto piacere di incontrare Paolo per una chiacchierata, siamo stati per otto anni assieme in Gran Consiglio ed era stato anche il mio capogruppo, poi lui ne ha trascorsi altrettanti in Governo. È stato positivo vedersi dopo il 7 aprile, ma ritengo altrettanto importante che, ad un certo punto, ognuno prosegua per la sua strada».

La new entry nella squadra

Quello eletto dai ticinesi in primavera è un Governo nel segno della continuità con un solo arrocco in casa PPD. De Rosa afferma di essere «stato accolto molto bene da tutti e quattro i colleghi, che ringrazio per l’ottimo clima di collegialità, rispetto e fiducia. Fino ad ora abbiamo trattato già numerosi dossier sui quali ci siamo confrontati con schiettezza e trasparenza. Ritengo importante che questo Governo possa continuare a lavorare come squadra e che il bene del nostro Cantone funga sempre da filo conduttore nelle nostre decisioni».

Occorre saper lavorare con tutti

È un passo che in Ticino compiono in molti candidati, dalla politica nei panni del parlamentare e da esponente di partito (in senso stretto) a consigliere di Stato. Ma com’è stato il passaggio per De Rosa? Fa ancora vita nel PPD, ha ancora contatti con il presidente Fiorenzo Dadò o quella fase è alle spalle? «Tutti i consiglieri di Stato fanno parte delle rispettive dirigenze cantonali dei partiti, e quindi non vi è una vita separata. Nel pieno rispetto dei ruoli, è molto importante che ci sia uno scambio di idee e un confronto tra il consigliere di Stato, la dirigenza e il gruppo parlamentare, oltre che con la “base”, con chi opera nei Comuni e con i deputati alle Camere federali. Tengo a ribadire che il consigliere di Stato deve saper lavorare con tutti, e non solo all’interno del proprio partito. Oggi più che mai, il consigliere di Stato deve sapere ascoltare e dialogare anche con chi non ha un partito di riferimento, oppure non l’ha più».

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