Salute

Dentista gratis? Per ora siamo al «forse»

L’iniziativa popolare per il rimborso delle cure è ricevibile, ma la spesa stimata è di 100 milioni di franchi all’anno - Jelmini: «Costi eccessivi per lo Stato» – IL SONDAGGIO

Dentista gratis? Per ora siamo al «forse»
(Foto Reguzzi)

Dentista gratis? Per ora siamo al «forse»

(Foto Reguzzi)

BELLINZONA - Per le cure dentarie spendiamo ogni anno più di 4 miliardi di franchi. Un voce di spesa a livello nazionale già saltata all’occhio di alcuni cittadini, che nel 2015 avevano lanciato l’iniziativa popolare «Per il rimborso delle cure dentarie», raccogliendo oltre 8.000 firme. Una proposta ritenuta conforme al diritto superiore dalla perizia del consulente giuridico del Gran Consiglio Tiziano Veronelli. Forte di questo parere, la Commissione sanità e sicurezza sociale ha sottoscritto all’unanimità il rapporto redatto da Raoul Ghisletta (PS). Il dossier passerà ora al vaglio del Parlamento. Nel dettaglio, gli iniziativisti chiedono al Gran Consiglio di varare una riforma legislativa che «istituisca un’assicurazione obbligatoria per le cure dentarie di base a beneficio delle persone residenti in Ticino» si legge nel documento. In particolare, il finanziamento dovrebbe essere garantito tramite «un contributo speciale aggiuntivo a carico dei lavoratori e dei loro datori di lavoro sul modello di quello per l’assicurazione vecchiaia e superstiti e tramite un contributo dello Stato».

Non credo che lo Stato possa accollarsi interamente un importo simile

Ma cosa ne pensa la politica? «L’idea di proporre degli accorgimenti per sgravare i cittadini dal carico di questa spesa potrebbe essere una buona cosa. Tuttavia, come è stata proposta la soluzione non mi sembra praticabile: i costi a carico del Cantone sarebbero eccessivi» ci dice il presidente della Commissione Lorenzo Jelmini (PPD). «Si tratterebbe di una spesa stimata di quasi 100 milioni di franchi e – prosegue – non credo che lo Stato possa accollarsi interamente un importo simile». Della stessa opinione è Maristella Polli (PLR): «Ci chineremo sul dossier dopo il voto in Parlamento. In ogni caso, pagare le cure a tutti i cittadini non sarebbe possibile. Si potrebbe valutare la possibilità di correttivi dedicati agli anziani o a chi già percepisce un sostegno sociale». L’iniziativa è stata il frutto della collaborazione tra diverse organizzazioni della sinistra, nata da un’idea del Forum Alternativo, del partito socialista e del sindacato UNIA che ha poi raccolto l’adesione dell’MPS, del POP e di altre forze sindacali a essa affiliate. Progetti simili sono inoltre stati proposti nei cantoni di Vaud e Ginevra, dove però sono andati incontro alla bocciatura. «Una delle obiezioni sollevate è che non si tratta di un tema urgente in ambito sanitario. Grazie alla profilassi e ai frequenti controlli preventivi, la condizione dentaria dei cittadini è buona, per questo non si fanno passi in questa direzione» aggiunge Jelmini.

Il rischio è di trascurare la prevenzione

Ma il tema sembra non entusiasmare nemmeno l’Ordine dei medici dentisti del Canton Ticino. «Non vediamo di buon occhio l’iniziativa» ci spiega il presidente Tazio Gada. Per poi proseguire: «Prima di tutto mi sembra impensabile si possano coprire tutte le spese. Ma a parte questo, noi puntiamo sulla profilassi e sulla responsabilità individuale e con questo progetto c’è il rischio che alcune persone trascurino la prevenzione, sicure di non dover mettere mano al portafogli qualora nasca qualche complicazione». Per Gada inoltre non bisogna dimenticare che «le fasce della popolazione più in difficoltà ricevono delle agevolazioni: è il caso dei beneficiari delle rendite AVS e AI, per i quali molte cure dentarie sono già pagate. Il nostro è un sistema che funziona già bene».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Articoli suggeriti
Ultime notizie: Politica
  • 1