Dieci milioni per gli edifici dismessi

Gran Consiglio

Il Parlamento ha approvato il credito quadro per rivitalizzare questi immobili, ubicati prevalentemente nelle regioni periferiche

Dieci milioni per gli edifici dismessi
© CdT/Archivio.

Dieci milioni per gli edifici dismessi

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Il Gran Consiglio ha dato luce verde al credito quadro da 10 milioni di franchi per la rivitalizzazione degli edifici dismessi ubicati prevalentemente nelle regioni periferiche ticinesi, principalmente nel Bellinzonese e valli. Il plenum ha infatti accolto le conclusioni del rapporto favorevole della Commissione della gestione (relatrice la deputata socialista Anna Biscossa). Il relativo messaggio governativo del 13 marzo 2019, lo ricordiamo, costituiva la risposta all'iniziativa parlamentare generica denominata "Introduzione di incentivi finanziari per la rivitalizzazione degli edifici industriali dismessi", presentata l'8 dicembre del 2016 da Nicola Pini (PLR) e cofirmatari. A questo atto parlamentare si era recentemente aggiunta una mozione di Massimiliano Ay e Lea Ferrari (PC).

I deputati hanno quindi approvato con 78 voti favorevoli e 2 astenuti il relativo decreto legislativo. Il credito, inizialmente previsto per il quadriennio 2019-2024, verrà stanziato per il periodo 2020-2024, come richiesto da un emendamento, approvato, di Biscossa e Pini che chiedeva di adeguare la tempistica.

Il sussidio

Anche allo scopo di evitare operazioni speculative, l’aiuto pubblico, erogato nella forma di sussidi, è riservato esclusivamente a edifici la cui rivitalizzazione riveste un interesse pubblico preponderante. Lo stesso “è concesso solo ai Comuni, gruppi di Comuni o altri enti di diritto pubblico, come pure a partenariati pubblico-privati che avanzano un progetto di recupero e di rivitalizzazione”. Per poter beneficiare di questi incentivi occorre rispettare tre criteri: 1) l’immobile oggetto della richiesta deve essere già inattivo da almeno cinque anni alla data di entrata in vigore del decreto legislativo (fa stato la statistica dell'Ufficio stime); 2) la sua importanza strategica deve essere comprovata a livello regionale (farà stato la decisione del Consiglio direttivo del relativo Ente regionale per lo sviluppo); 3) deve aver ospitato nel tempo una documentata attività economica. Per la concessione dei sussidi, assoggettati alla legge sulla commesse pubbliche e al relativo regolamento, è richiesta la preparazione di un modello imprenditoriale. I contenuti dello stabile rivitalizzato dovranno essere compatibili con la pianificazione locale e saranno esclusi contenuti di tipo puramente commerciali (non è ammesso alcune grande generatore di traffico) o residenziale.

Il dibattito

Nel suo intervento la relatrice del rapporto Anna Biscossa ha ribadito l'importanza di questo intervento per le zone periferiche del cantone. Gli edifici in queste zone, ha spiegato, avranno infatti la precedenza. L'approvazione del credito era cosa fatta già durante il dibattito. Aron Piezzi (PLR) lo ha definito "un messaggio lungimirante" con molti benefici, sia ambientali, sociali o culturali". Il collega deputato Michele guerra (Lega) ha ribadito la necessità di garantire il benessere per tutto il territorio ticinese. Giovanni Berardi (PPD) ha affermato che il suo gruppo aderisce "con persuasione" a questo rapporto, che permetterà di "promuovere attività economiche di interesse pubblico in zone che ne hanno tanto bisogno". Pure Ivo Durisch (PS) lo ha ritenuto "un passo avanti" per il rilancio dell'economia locale con attività sostenibili". Per Massimiliano Ay (PC): "La strategia del Governo si basa su sussidi a fondo perso, mentre sarebbe stato meglio che il Cantone diventasse il proprietario di questi edifici". Il rapporto di Biscossa "riconosce questa sollecitazione" con l'inserimento di un diritto di prelazione, pertanto "anche il PC vi aderirà". Il deputato Nicola Pini (PLR) ha voluto rallegrarsi del risultato odierno dopo così tanti anni di lavoro

"Il Consiglio di Stato aderisce a quanto proposto dal Gran Consiglio, ma occorrerà un margine di apprezzamento per individuare gli edifici la cui rivitalizzazione riveste un interesse pubblico preponderante", ha spiegato il presidente del Governo Christian Vitta.

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