Edilizia

Dopo il calo, l’impennata dei padroncini

Nei primi tre mesi dell’anno i prestatori di servizio indipendenti sono cresciuti del 37,7%, i giorni di lavoro del 44,5% - Piergiorgio Rossi: «Crediamo che l’abrogazione della LIA sia una delle cause» - Nicola Bagnovini: «Siamo preoccupati»

Dopo il calo, l’impennata dei padroncini
(Foto Maffi)

Dopo il calo, l’impennata dei padroncini

(Foto Maffi)

«Sono i sintomi di una malattia abbastanza grave». È il commento a caldo del presidente dell’Unione associazione dell’edilizia (UAE) Piergiorgio Rossi nel momento in cui legge i dati relativi al lavoro notificato in Ticino del primo trimestre dell’anno. Nel ramo dell’edilizia e del genio civile infatti, i prestatori di servizio indipendenti – meglio conosciuti come padroncini – sono cresciuti del 37,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Da gennaio a marzo le persone notificate erano 402, a fronte delle 292 del 2018. Ma non solo. Stando ai dati pubblicati dall’Ufficio di statistica, i giorni di lavoro dei padroncini nel nostro Cantone sono aumentati addirittura del 44,5% nel primo trimestre, passando dalle 3.158 giornate del 2018 alle 4.562 di quest’anno. Si tratta di una tendenza inversa rispetto a quanto osservato negli ultimi anni. Il numero dei padroncini aveva mostrato segnali di flessione già a partire dal 2015, calando da 13.823 a 13.753. Nel 2016 i prestatori di servizio indipendenti erano rimasti stabili, per poi ridursi drasticamente nel 2017, fermandosi a quota 6.227. Quasi dimezzati, l’anno scorso i padroncini erano 3.756 secondo i dati dell’Associazione interprofessionale di controllo. Poi la crescita: «Siamo propensi a pensare che questa accelerazione sia una conseguenza diretta dell’abrogazione della LIA. Certo, non esiste una prova provata di questo. Quel che è certo è che questa tendenza ci preoccupa parecchio» aggiunge Rossi. Lo scorso mese di novembre, la Legge sulle imprese artigianali (LIA) era stata cancellata con un colpo di spugna dal Gran Consiglio, facendo proprie la motivazioni del TRAM che ne dichiarava l’incompatibilità con il diritto superiore. Segnali di preoccupazione si sollevano anche dal versante degli impresari costruttori: «La LIA agiva da deterrente perché richiedeva l’iscrizione all’albo e occorrevano attestati federali di capacità e autorizzazioni specifiche per lavorare in Ticino» osserva il direttore della sezione ticinese della Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) Nicola Bagnovini. Per poi proseguire: «Ora l’accesso è facilitato e l’aumento dei padroncini è impressionante. Oltretutto in mesi con temperature ancora rigide e in cui l’edilizia non raggiunge ancora il boom». A rincarare la dose è ancora Rossi, che spiega: «Dal 2015 al 2018 avevamo osservato una decrescita delle giornate di lavoro dei prestatori di servizio indipendenti. Ora la tendenza si è invertita, potrebbe essere un fattore temporaneo, ma potrebbe anche rivelarsi duraturo, stiamo a vedere». Rossi in particolare si dice in una fase attendista per quanto riguarda i lavori commissionali che dovrebbero presentare un nuovo progetto per una LIA bis. «La soluzione proposta al termine della scorsa legislatura era all’acqua di rose, troppo soft e permissiva. Le criticità erano diverse – prosegue Rossi – e le abbiamo segnalate. La mancanza di contromisure, di controlli per esempio è uno di questi. Non capisco quale potrebbe essere il senso di una LIA bis come quella proposta. La sola iscrizione all’albo non risolverebbe nulla». A guardare la situazione da un altro punto di vista è Bagnovini, che pone l’accento sulla responsabilità dei committenti: «Occorre sensibilizzare la popolazione sul tema. Se i padroncini arrivano in Ticino è perché qualcuno li chiama. Pensare a un risparmio a corto termine non è sufficiente. Occorre pensare anche alla garanzia dei lavori eseguiti, per esempio. Un’impresa ticinese contribuisce alla nostra crescita economica, forma apprendisti, investe sul nostro territorio e acquista le macchine e il materiale da noi. È un aspetto che non va sottovalutato, le ricadute positive per il Ticino sono moltissime» conclude Bagnovini.

Il lavoro notificato però non riguarda solo l’edilizia. Complessivamente i prestatori di servizio indipendenti in Ticino sono aumentati del 20,1%, passando dalle 1.026 unità del primo trimestre del 2018 alle attuali 1.232. Mentre le giornate di lavoro svolte sono aumentate del 31,4%, con 15.110 nel 2018 e le 19.847 di oggi. A completare il quadro anche i lavoratori distaccati presso un committente svizzero, complessivamente in aumento del 5,7%, mentre per il settore edile in crescita dell’11,7%.

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