EOC: 44 schede bianche per la rielezione di Paolo Sanvido

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Discussioni in Gran Consiglio sul rinnovo di due Consigli di amministrazione - Paolo Sanvido e Andrea Bersani non passano al primo turno

 EOC: 44 schede bianche per la rielezione di Paolo Sanvido
Foto CDT/ARCHIVIO

EOC: 44 schede bianche per la rielezione di Paolo Sanvido

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Non sono mancate discussioni oggi in Gran Consiglio in occasione del rinnovo di due Consigli di amministrazione: quello dell’Ente ospedaliero cantonale (EOC) e quello dell’Azienda cantonale dei rifiuti (ACR). In particolare per quanto concerne l’Ente ospedaliero cantonale, dove l’MPS ha chiesto il rinvio della discussione puntando il dito contro Andrea Bersani, in quota PLR, proposto in sostituzione di Edy Dell’Ambrogio che non ha sollecitato un nuovo mandato. «Il Consiglio di amministrazione dell’EOC merita persone competenti e che sostengano un concetto di sanità pubblica», ha esordito Matteo Pronzini (MPS). «In tal senso la nomina di Bersani è inconcepibile. Senza dimenticare poi che si è persa l’occasione di aumentare la rappresentanza femminile in seno al CdA». Ma non è solo la nomina di Bersani che ha suscitato scompiglio tra le fila dell’MPS. «Allo stesso modo – ha continuato il deputato – non capisco le discussioni su una possibile uscita del Consiglio di Stato dal CdA dell’Ente. Un’ipotesi simile sarebbe solo un ulteriore tentativo di staccare l’EOC da una visione di sanità pubblica». Si perché dopo la mancata rielezione di Paolo Beltraminelli ad aprile in Consiglio di Stato, più volte ci si è chiesti cosa avrebbe fatto il nuovo direttore del DSS Raffaele De Rosa. Non da ultimo a seguito delle tensioni che caratterizzavano il passaggio del Cardiocentro nell’EOC. Sollecitato in merito, il direttore del DSS ha tagliato corto, precisando che «stiamo lavorando intensamente a una nuova impostazione di governance per l’EOC. Allo stesso tempo la rappresentanza femminile è un tema che ci sta a cuore e sul quale ci chineremo». Chiuse le discussioni, il Legislativo ha respinto – con 39 voti a 31 e 8 astensioni - la proposta di Pronzini di rinviare il dossier.

E all’esame del voto – avvenuto a scrutinio segreto - non sono mancate le sorprese: il Parlamento ha sì avallato la presenza di De Rosa con 72 voti su 84 schede distribuite. Ma sia il presidente in carica Paolo Sanvido che Bersani non hanno raggiunto la maggioranza assoluto per essere eletti al primo turno. Ricevendo rispettivamente 39 e 35 voti. È dunque necessaria una seconda votazione.

Confermati per contro i membri uscenti: Valeria Canova Masina, Luca Crivelli, Roberto Malacrida e Luigi Mariani.

Terminato il secondo scrutinio, il messaggio politico è di quelli forti: sulle 82 schede rientrate (84 quelle distribuite) 44 erano bianche. E al secondo turno Sanvido ha totalizzato 31 voti mentre Bersani ha raccolto 27 preferenze. Va detto che, in questa seconda tornata, per essere eletti bastava la maggioranza semplice e non più assoluta come al primo turno.

Detto dell’EOC, anche per il rinnovo del CdA dell’Azienda cantonale dei rifiuti l’MPS ha chiesto un rinvio della decisione. Questo dopo che già lo scorso 16 settembre le polemiche legate al nome di Ivan Pau-Lessi (che si ripresentava per un nuovo mandato) avevano fatto slittare il voto. Allora c’era chi non aveva ritenuto opportuno designare nuovamente il candidato in quota PS, dopo che il suo nome era emerso a margine del caso dell’ex funzionario del DSS condannato per coazione sessuale. Va comunque puntualizzato che nei confronti di Pau-Lessi non vi sono inchieste o incarti penali pendenti. «È assurdo nominare quattro dei cinque membri del CdA – ha sottolineato Pronzini – basta attendere: il PS deve presentare subito un quinto nome». Proposta questa respinta dalla maggioranza del plenum che – con 64 voti a 12 e 7 astensioni – ha preferito procedere con il voto. Rieleggendo tutti e quattro i membri uscenti: il consigliere di Stato Claudio Zali, Andrea Bernasconi, Marcello Bernardi e Riccardo Calastri.

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