Ex funzionario DSS condannato, chiesta la Commissione d’inchiesta

Abusi sessuali

I parlamentari di diverse fazioni partitiche presenteranno oggi la richiesta all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio per maggiore chiarezza sulle responsabilità di colleghi e superiori del dipendente processato

Ex funzionario DSS condannato, chiesta la Commissione d’inchiesta
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Un gruppo interpartitico di parlamentari formato da Fiorenzo Dadò (PPD), Boris Bignasca (Lega), Marco Bertoli (PLR), Tamara Merlo (Più Donne), Lara Filippini (UDC), Claudia Crivelli Barella (Verdi) e Matteo Pronzini (Mps-Pop-Indipendenti) presenterà oggi all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio una richiesta in cui si domanda l’istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) sull’operato e le responsabilità dei funzionari dirigenti coinvolti nell’inchiesta sugli abusi sessuali operati dal funzionario del DSS condannato lo scorso gennaio ad una pena sospesa per coazione sessuale.

«Al di là del caso singolo del funzionario (...) questo caso ha messo in luce alcune circostanze inquietanti circa un atteggiamento generalizzato di omertà e copertura nell’Amministrazione cantonale, a fronte di gravi crimini contro la sfera sessuale, aspetto che è stato aspramente criticato anche da parte del giudice Villa (nel corso del processo, ndr.)», si legge nella richiesta.

«Proprio perché ad oggi permane il sospetto che alti funzionari abbiano coperto un dipendente sottoposto, il quale ha commesso gravi reati contro l’integrità sessuale, occorre fare la massima chiarezza sulla questione. Una simile situazione deve essere approfondita e da un'autorità terza deve poi essere smentita o confermata. Tutto ciò è un evento di grande portata istituzionale in quanto va a minare gravemente la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni e adempie a tutti gli effetti le condizioni per la costituzione di una CPI, che avrà da dare seguito a un incarico formale».

Per questi motivi, i deputati firmatari chiedono all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio di intraprendere i passi necessari per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sull’operato dei funzionari e dei servizi competenti riguardo ai gravi fatti avvenuti all’inizio degli anni 2000 dentro e fuori gli uffici del Dipartimento sanità e socialità, venuti allo scoperto in seguito all’inchiesta e al processo condotti dall'autorità penale.

La richiesta interpartitica domanda infine che la Commissione abbia il seguente mandato:

1. verificare le responsabilità politiche e operative dell’allora Consiglio di Stato, dei funzionari dirigenti e dei servizi competenti coinvolti a vario titolo nella gestione del settore della politica giovanile;

2. verificare le azioni o omissioni non conformi alle prescrizioni legali, alla prassi o alle direttive interne;

3. valutare le misure allora adottate e quelle eventualmente da adottare per evitare il ripetersi di casi simili.

Intanto il Tribunale federale ha detto no, stando a quanto riporta la RSI. Il Governo ticinese non potrà leggere le motivazioni della sentenza di primo grado che ha ritenuto colpevole di coazione sessuale l’ex funzionario del DSS.

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