Gobbi: «Sì, da parte del Governo qualche errore è stato fatto»

Coronavirus

Il Gran Consiglio ha approvato le misure decise dall’Esecutivo durante la prima ondata - Tra queste lo stato di necessità oltre a incassi posticipati, anticipi di spese e sospensioni di pagamenti per un impatto di 554 milioni

Gobbi: «Sì, da parte del Governo qualche errore è stato fatto»

Gobbi: «Sì, da parte del Governo qualche errore è stato fatto»

L’auspicio di molti era che il dibattito parlamentare sul coronavirus si potesse svolgere in un clima costruttivo. E così è stato. Nessuna schermaglia o polemica sopra le righe. Anzi, nel suo intervento prima della discussione generale, il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha ammesso che sì, nella gestione della crisi qualche sbaglio è stato commesso: «Abbiamo fatto degli errori? Certamente sì. Non potevamo avere la presunzione di non commetterli, ma siamo sicuri che la gestione è stata coerente e trasparente». Insomma, chi si aspettava un po’ del classico «pepe» che spesso anima le discussioni parlamentari è probabilmente rimasto deluso.

Oltre alla discussione generale sul tema «COVID-19», all’ordine del giorno c’era la votazione sul messaggio con le motivazioni che hanno spinto a marzo il Governo a decretare lo stato di necessità. Anche in questo caso non ci sono state sorprese e il rapporto di compromesso della Commissione gestione e finanze (relatore il liberale radicale Matteo Quadranti) è stato approvato con 64 voti favorevoli, 2 contrari e 1 astenuto. Il plenum ha invece bocciato (48 no, 9 sì e 12 astenuti), l’emendamento dell’MPS che chiedeva l’allestimento di un messaggio «su delle reali e democratiche misure per combattere l’attuale seconda ondata» (tra cui misure sanitarie sul posto di lavoro, un aumento del personale nelle case anziani e la distribuzione di mascherine e disinfettante gratuiti alla popolazione).

Operato promosso, ma critiche alla comunicazione
Nel corso della discussione generale i partiti di governo hanno ribadito il loro sostegno all’agire del Consiglio di Stato (anche se un secondo stato di necessità non sarà più giustificato), aggiungendo poi le possibili «ricette» in ottica futura per far fronte alla difficile situazione finanziaria del Cantone. Si parte dal «tassiamo i ricchi» e dall’attenzione alla socialità auspicati dalla sinistra, per poi arrivare ai tagli alla spesa sollecitati invece da destra, passando dalla priorità agli investimenti, cavallo di battaglia del PLR, e dall’attenzione al benessere dei cittadini ribadita dal PPD. Se da un lato l’operato dell’Esecutivo ha incassato il sostegno politico del Parlamento, dall’altro non sono mancate alcune critiche puntuali, in particoalre per quanto riguarda l’aspetto comunicativo.

Gli interventi dei gruppi

«La gestione della pandemia ha messo sotto gli occhi di tutti il peso che hanno le scelte politiche», ha esordito la capogruppo del PLR Alessandra Gianella. «Le restrizioni delle libertà individuali ci hanno aperto gli occhi su molte cose. Nella seconda fase la politica non è rimasta a guardare e ci siamo resi conto che spegnere la società non è la soluzione». Per Gianella la politica deve agire per garantire un futuro sostenibile alle generazioni future: «Il Parlamento non può diventare un bazar di atti parlamentari e di pretese».

«Una parte importante della popolazione è stanca, quindi è corretto non lasciarci andare a previsioni allarmistiche a men che non ci sia la certezza che si avverino», ha dal canto suo rimarcato Boris Bignasca (Lega). «Non si possono chiedere sacrifici alla popolazione senza chiederne nessuno all’Amministrazione cantonale. Siamo tutti sulla stessa barca. Il Governo nn può stare comodo a battere il tamburo sulla trireme mentre l’economia soffre».

Dal canto suo, il capogruppo del PPD Maurizio Agustoni ha ribadito il no del suo partito «all’aumento delle imposte» così come l’importanza di « mantenere intatta la rete di sostegno sociale». Non è mancata una bacchettata alla modalità comunicativa delle autorità: «Talvolta fanno fatica a capire che la maggior parte della popolazione è composta d adulti». Citando ad esempio la «giravolta» sull’utilità delle mascherine, Agustoni ha ribadito che «la popolazione ha il diritto di sapere le cose come stanno senza essere terrorizzata a seconda della situazione».

Dai banchi del partito socialista è stato invece posto l’accento sulle fasce più deboli della popolazione: «A livello di preventivo troviamo solo le difficoltà finanziarie del Cantone dovute alla diminuzione del gettito ma nessuna misura per contrastare gli effetti sociali», ha osservato il capogruppo Ivo Durisch. «Assistiamo a una forte contrazione del gettito cantonale e servono delle risposte, ma ci deve esserci simmetria anche nelle entrate. Senza contare che il sistema ospedaliero e sociosanitario hanno bisogno di interventi dello Stato».

Passando alle forze di opposizione, il capogruppo dell’UDC Sergio Morisoli ha voluto «spendere due parole sulla cantilena populista che vorrebbe i buoni, quelli del lockdown da una parte, e i cattivi, quelli dell’economia dall’altra. Possibile che non si possa capire che l’economia non è un mostro pilotato da tre o quattro sadici rapaci contro il genere umano? Ma che altro non è che un’infinità di persone in carne ed ossa che devono lavorare per vivere?»

La deputata ecologista Claudia Crivelli Barella ha invece voluto porre particolare accento sulla necessità di concentrarsi sulla ricerca scientifica. «Come Verdi abbiamo sin dall’inizio raccomandato di seguire le raccomandazioni delle autorità. Ma quando è stato spiegato alla popolazione come rafforzare il nostro sistema sanitario? Si è parlato troppo dell’invasore (il virus) e poco di tutti noi». Come preannunciato, le critiche principali al Governo sono arrivate dagli esponenti dell’MPS: Ogni giorno di ritardo nel prendere misure sanitarie ha un costo. La questione della celerità della prontezza è fondamentale. A febbraio è stato deciso di far svolgere il carnevale di Bellinzona e la risottata di Lugano; alla richiesta dei medici di introdurre l’obbligo delle mascherine sui trasporti pubblici è stato dato seguito solo dopo tre mesi» introdotto dopo tre mesi», ha rimarcato Angelica Lepori Sergi. «Basterebbe questo per stilare un bilancio negativo dell’agire del Governo. Gli imperativi dell’economia sembrano avere la precedenza sulla salute dei cittadini e i continui richiami a responsabilità individuale sono una deresponsabilizzazione dello Stato».

«Complice l’estate con diversi giorni con un doppio zero non abbiamo creduto a una seconda ondata», ha invece osservato Tamara Merlo, la quale ha auspicato una maggior attenzione per la situazione delle donne impegnate al fronte.

«Non abbiamo bisogno di eroi ma di lavoratori valorizzati per la loro attività», ha invece rammentato Massimiliano Ay (PC), il quale ha auspicato un cambio di rotta soprattutto nel sistema sanitario: «Non si può andare avanti con personale avventizio. Negli anni scorsi si è tagliato sulla spesa pubblica per la sanità e si è speculato sull’arrivo di medici stranieri».

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