Greta Gysin e quel like al «buffone»

Battaglia a sinistra?

La candidata a Berna del fronte rossoverde scivola in un «mi piace» a un post che prende di mira Manuele Bertoli - La Lega sugli sgravi: «Una riformetta» - La sinistra radicale si prepara al referendum

Greta Gysin e quel like al «buffone»
La candidata degli ecologisti e del fronte rossoverde Greta Gysin.

Greta Gysin e quel like al «buffone»

La candidata degli ecologisti e del fronte rossoverde Greta Gysin.

Dopo la presentazione del pacchetto fiscale da parte del Consiglio di Stato, iniziano a fioccare le reazioni dei partiti. Il PLR è felice, la Lega parla di «riformetta senza coraggio», il presidente del PS Igor Righini ha parlato di «regali a chi già possiede molto» rimandando però una presa di posizione ufficiale una volta che, democraticamente, il PS avrà deciso da che parte stare. Ma nella sinistra radicale il Forum alternativo (alleato del PS alle elezioni federali) dice da subito «prepariamoci senza esitazioni senza esitazioni al referendum» e a dare battaglia sarà anche il Movimento per il socialismo. Ma c’è un’altra presa di posizione che stupisce e stride con l’unità rossoverde annunciata per il prossimo 20 ottobre. Un noto profilo fake attivo su Facebook che si nasconde dietro l’anonimato bacchettando sempre tutto e tutti dall’alto della sua presunta sapienza, sta martellando il consigliere di Stato socialista Manuele Bertoli con un post che testualmente (strafalcioni compresi), dice «Com era? “È l’ultima volta non appoggerò altri sgravi“? BUFFONE». Frase riferita a una dichiarazione di diversi mesi fa dello stesso Bertoli. Tra i «mi piace», anche di persone attive a sinistra, spicca quello della candidata dei Verdi Greta Gysin, in corsa per il Consiglio nazionale e per il Consiglio degli Stati, corsa che vede i Verdi congiunti anche con il Partito socialista. Una presa di posizione pesante che non mancherà di fare discutere nel PS.

Intanto se da una parte c’è chi preannuncia il referendum contro il pacchetto di sgravi, la Lega si prepara a picconare uno degli elementi dell’accordo politici raggiunto in Governo (due consiglieri leghisti compresi), il piano da 500 milioni di franchi per risanare la Cassa pensioni dei dipendenti dello Stato. Anche su questo tema sarà referendum. Il giorno dopo è già tempo di veti incrociati, e il «bello» deve ancora arrivare.

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