«Guardate che il sito per i disoccupati sta funzionando»

Lavoro

Si torna a parlare del portale job-room.ch, dove sarebbero comparsi degli annunci truffa - Attivo dal luglio 2018, secondo il Governo sta facilitando le ricerche d’impiego

«Guardate che il sito per i disoccupati sta funzionando»
(foto Zocchetti)

«Guardate che il sito per i disoccupati sta funzionando»

(foto Zocchetti)

Finito nella bufera nei giorni scorsi per degli annunci di lavoro legati a presunte truffe finanziarie, si torna a parlare del portale internet job-room.ch, gestito dalla Segreteria di Stato per l’economia (SECO) e dagli uffici regionali di collocamento (URC).

Il Consiglio di Stato (CdS) ha risposto, con diverse cifre, a un’interrogazione del granconsigliere Tiziano Galeazzi (UDC), sostenendo come il sito abbia contribuito a facilitare le ricerche di lavoro per i disoccupati regolarmente iscritti agli URC.

Il sito è attivo dal luglio del 2018 e, secondo il Governo, «l'obbligo di annunciare i posti vacanti che superano un determinato tasso di disoccupazione ha generato maggiori opportunità di collocamento per le persone in cerca di impiego iscritte agli URC grazie, da un lato, all'aumento del numero di posti vacanti segnalati e, dall'altro, all'accesso esclusivo all'informazione su questi posti a loro riservati durante cinque giorni lavorativi (vantaggio informativo)».

Tuttavia, sempre secondo il Governo, la gestione del nuovo sito non ha comportato un eccessivo aggravio burocratico per il personale che lavora negli URC. «Nella prima fase di entrata in vigore dell'obbligo di annuncio - ha ricordato il CdS - il Consiglio federale ha deciso di sottoporre all'obbligo i posti vacanti nelle professioni che superano la soglia dell'8% del tasso di disoccupazione. Grazie agli strumenti informatici messi a disposizione e a un'ottimizzazione delle procedure è stato possibile far fronte al maggior carico con le risorse disponibili. Sulla base dell'esperienza accumulata e per far fronte alla successiva fase, che prevede un abbassamento della soglia al 5%, a partire dal 1. gennaio 2020, saranno fatte ulteriori valutazioni».

Ciò nonostante il Governo non ha fatto delle cifre su come la nuova regolamentazione e il relativo sito abbiano influito sul numero di disoccupati. «Il primo rapporto di monitoraggio dell'obbligo di annuncio dei posti vacanti sarà pubblicato dalla SECO nel corso dell'autunno 2019. Gli uffici di esecuzione cantonali non possiedono dati di dettaglio maggiori rispetto a quelli resi disponibili con la statistica mensile dei posti di lavoro o ricavabili dal sito della SECO», ha risposto il CdS a Galeazzi.

Ad ogni modo, ha aggiunto il Governo, «dal 1. luglio 2018 l'evoluzione del numero di persone in cerca di impiego ha seguito il normale trend che caratterizza la disoccupazione in Ticino, contraddistinto da fluttuazioni stagionali che si manifestano con un aumento degli effettivi con l'arrivo dell'autunno, per raggiungere un picco massimo nel mese di gennaio, quindi ridursi progressivamente con l'inizio della stagione primaverile. Il numero medio di persone in cerca di impiego iscritte durante il periodo luglio 2018-marzo 2019 è di 9.237 unità, di cui 4.445 di nazionalità straniera (48.1%). Durante lo stesso periodo dell'anno precedente si registravano 4.472 persone straniere (48.4%)».

Quanto ai frontalieri, ha concluso il Governo, «in termini di flussi, nel periodo luglio 2018 - marzo 2019 si registrano mensilmente in media 7 entrate e 3 uscite di persone in cerca di impiego con permesso G».

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