«I dati del Consiglio federale sono artefatti»

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La replica di Franco Denti alla risposta dell’Esecutivo sull’aumento dei premi di cassa malati in Ticino

«I dati del Consiglio federale sono artefatti»
© CdT/Zocchetti

«I dati del Consiglio federale sono artefatti»

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Non si è fatta attendere la replica di Franco Denti, presidente dell’Ordine dei medici, alla risposta del Consiglio federale al quesito di Marco Chiesa sull’aumento dei premi di cassa malati. In Ticino - faceva sapere ieri l’Esecutivo - i costi legati alla salute negli ultimi anni sono stati superiori alla media svizzera, di conseguenza lo sono stati anche i premi di cassa malattia pagati dagli assicurati ticinesi: essi devono infatti coprire i costi specifici dei singoli cantoni.

Denti però non ci sta e replica: «I dati del Consiglio federale contenuti nella risposta sono artefatti. Quelli dei premi pagati non corrispondono a quanto pubblicato nella Statistica ufficiale dell’UFSP dell’assicurazione malattie (anche se si avvicinano)».

Secondo punto, scrive ancora Denti, «proprio non ci siamo sulle cifre del bilancio, le stesse si limitano alle seguenti poste: prestazioni, costituzione di accantonamenti, compensazione dei rischi e spese amministrative». L’invito del presidente dell’Ordine dei medici, è quello di pubblicare i risultati d’esercizio di ogni assicuratore nei singoli Cantoni. «Solo così si avrà la trasparenza assoluta sulle cifre. E sarà la fine dei giochetti artefatti per far quadrare i bilanci come si vuole». Un «giochetto» che secondo Denti era già stato fatto nella quantificazione dei premi pagati in eccesso, rispettivamente in difetto, per il periodo 1996-2013. Detto ciò, «è vero che negli anni dal 2015 al 2018 il risultato d’esercizio complessivo degli assicuratori nel Ticino è stato negativo. Mentre nel 2014 si è chiuso in pareggio, contrariamente a quanto pretende il Consiglio federale. Risulta però che dal 1996 (entrata in vigore della LAMal) al 2018, tenuto conto del ridicolo rimborso dei premi pagati in eccesso, il Ticino ha comunque pagato 217 milioni di franchi in più. Mentre in ben 12 Cantoni i pagamenti di premi risultano deficitari. Quindi i finanziamenti trasversali si rivelano realtà bella e buona nella storia della LAMal».

In ogni caso «i risultati d’esercizio del 2015, ma soprattutto del 2018 sono falsati dai disastri finanziari commessi dagli assicuratori malattie sul mercato dei capitali».

I ticinesi dunque - sostiene Denti - «sia nel 2015 che nel 2018, hanno pagato premi che sono stati dilapidati in borsa. Cosa che del resto si registra anche in altri Cantoni». «Spiace dirlo, ma in questo ambito il Consiglio federale predica bene ma razzola male», prosegue.

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