TICINO

I Verdi chiedono di estendere gli 80 km/h a tutto il Cantone

Gli ecologisti si dicono preoccupati per la qualità dell’aria in Ticino e invitano il Governo a «introdurre misure più incisive»

I Verdi chiedono di estendere gli 80 km/h a tutto il Cantone
(Foto Keystone)

I Verdi chiedono di estendere gli 80 km/h a tutto il Cantone

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BELLINZONA - I Verdi si dicono «molto preoccupati della qualità dell’aria in Ticino e chiedono misure urgenti e strutturali più incisive». L’attuale ondata di canicola, accompagnata da valori di ozono molto elevati e quindi dannosi per la salute, i più alti della Svizzera, «dimostra la necessità di agire». «Una strategia cantonale seria non può fondarsi principalmente sulla speranza che le situazioni meteorologiche diluenti tolgano le castagne dal fuoco al Governo. Le proposte sono state inviate in copia al Consiglio di Stato nella speranza che verranno prese seriamente in considerazione», scrivono una nota, chiedendo l’estensione della riduzione dei limiti di velocità a 80 km/h a tutto il Cantone (specie nel Bellinzonese e Locarnese, zone anch’esse toccate da superamenti dei limiti di ozono), il divieto di circolazione per veicoli particolarmente inquinanti, la limitazione delle attività industriali molto inquinanti e mezzi pubblici gratuiti (il Lussemburgo lo fa già tutto l’anno), misure da attuare nel caso di episodi di forte inquinamento da ozono e di forte smog invernale.

Inoltre i Verdi ritengono fondamentale pianificare da subito e implementare al più presto possibile misure incisive di natura strutturale per risolvere il problema alla radice. «Le temperature da record di questi giorni già fanno presagire il tipo di estati che il Ticino avrà se non si farà nulla a livello globale», proseguono, presentando «un piano d’azione articolato sull’arco di almeno 10 anni per realizzare le seguenti misure»:

- Raddoppio delle spese correnti per i mezzi pubblici in Ticino e miglioramento dell’offerta (frequenze e capacità).
- Introduzione di piani di mobilità aziendale obbligatori per tutte le aziende con più di 50 impiegati.
- Introduzione nei piani di agglomerato di Bellinzona, Locarno, Lugano, Mendrisio/Chiasso di obiettivi vincolanti di trasferimento dal mezzo motorizzato privato a quello pubblico e alla mobilità dolce (ad es. uno spostamento di almeno il 15-20% in 10 anni della ripartizione modale). In questo contesto va valutata una moratoria sulla costruzione di nuovi parcheggi nelle città, cosa già fatta da diverse città della Svizzera tedesca, fra cui Berna e Zurigo, e la revisione del regolamento cantonale dei parcheggi (pubblici e privati).
- Ulteriori investimenti ed incentivi nella mobilità elettrica focalizzando in particolare l’attenzione su veicoli elettrici a bassa potenza e leggeri.
- Una nuova tassa di circolazione che impedisca a veicoli altamente inquinanti di pagare meno di adesso.
- Norme ancora più severe per l’isolamento termico delle costruzioni nuove, con l’obbligo di sanare termicamente anche quelle vecchie.
- Divieto d’istallare nelle nuove costruzioni di sistemi di riscaldamento basati sui combustibili fossili e l’obbligo di sostituire quelli negli edifici vecchi entro il 2030.
- Varo di un vasto programma cantonale di promozione delle energie rinnovabili.
- Aumento del verde pubblico nelle città, in particolare con la piantumazione di piazze e viali con alberi ad alto fusto e con la copertura verde dei tetti piatti, in modo da aumentare la resilienza delle città alla calura estiva.
- L’utilizzo delle vie diplomatiche disponibili in modo da far si che anche la Lombardia sia stimolata ad adottare misure analoghe.

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