«Il cantiere fiscale è da portare a termine»

economia

L’AITI invita la politica a concretizzare la riforma cantonale «per riportare il Ticino nella media svizzera»

«Il cantiere fiscale è da portare a termine»
© CdT/ Chiara Zocchetti

«Il cantiere fiscale è da portare a termine»

© CdT/ Chiara Zocchetti

«La fiscalità è un cantiere che deve essere condotto alla conclusione, con l’obiettivo di riportare il cantone Ticino nella media svizzera». A chiederlo, in una nota stampa, è l’Associazione delle industrie ticinesi (AITI), secondo cui «da troppo tempo il nostro Cantone langue nelle ultime posizioni nella classifica della competitività fiscale dei Cantoni per quanto riguarda i redditi più elevati e l’imposizione degli utili delle persone giuridiche». Per l’AITI ciò non significa «definire sgravi fiscali fini a sé stessi e svuotare le casse pubbliche», ma piuttosto «modernizzare la nostra fiscalità per garantire i gettiti d’imposta anche in futuro e tenere conto delle riforme fiscali internazionali che avranno un impatto anche sulla Svizzera». Secondo l’AITI, il primo passo è «il mantenimento e l’applicazione secondo i tempi stabiliti» della riforma fiscale cantonale. In particolare, «a riduzione dell’aliquota sugli utili delle persone giuridiche dall’8 al 5 % dal 1. gennaio 2025 è un tassello necessario per portare il Ticino nella media svizzera della competitività fiscale». L’AITI respinge pertanto al mittente «i tentativi nemmeno troppo celati di parte della politica di rinviare nel tempo questa riforma adducendo il motivo che la situazione economica non lo permetterebbe».

Sul tavolo del Gran Consiglio vi sono oltre una decina di atti parlamentari di diversi partiti che chiedono di migliorare la competitività fiscale del Ticino. «Si tratta - secondo l’AITI - sia di interventi puntuali, che non necessariamente costano risorse finanziarie importanti, sia di riforme di più lungo respiro». Anche il Consiglio di Stato «ha confermato l’importanza di procedere a una revisione generale della legge tributaria cantonale, le cui aliquote d’imposta risalgono agli anni Settanta. Sovente, infatti, le decisioni di insediamento di attività sul territorio sono prese osservando il livello della fiscalità a carico di manager e dirigenti, che insieme ai redditi più elevati sono particolarmente penalizzati da un punto di vista fiscale in Ticino. È dunque indispensabile ammodernare la legge tributaria cantonale e risolvere la scarsa attrattività fiscale per i redditi più elevati, intervenendo anche sull’aliquota massima d’imposta, troppo elevata».

«Quanto il cantone Ticino sia dipendente fiscalmente dai redditi più elevati è dimostrato dalle cifre», rileva inoltre l’AITI. «Su 200 mila contribuenti, meno del 10 per cento paga quasi il 60 per cento delle imposte delle persone fisiche».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Politica
  • 1

    CCL e salario minimo, ecco l’offensiva del PS

    politica

    Il Partito socialista lancerà un’iniziativa popolare costituzionale per fissare una nuova retribuzione di almeno 21,50 franchi all’ora e presenterà due atti parlamentari per abolire le eccezioni previste per i contratti collettivi - Mercoledì la direzione deciderà cosa fare sui tagli alla spesa

  • 2
  • 3
  • 4

    Più qualità per i nidi d’infanzia

    Gran Consiglio

    Luce verde al controprogetto all’iniziativa che otto anni fa raccolse in Ticino oltre 9 mila firme - Maristella Polli: «Migliorerà la conciliabilità lavoro-famiglia» - Raoul Ghisletta: «La professione diventa più attrattiva»

  • 5

    Stanziati 42 milioni per il turismo ticinese

    politica

    Via libera del Governo a 18 milioni per il sostegno a investimenti e attività per il quadriennio 2022-2025 e a 24 milioni per il finanziamento della promozione da parte dell’ATT – Stefano Rizzi: «È un importante effetto leva» – Proposte tre modifiche alla Legge sul turismo

  • 1
  • 1