Il Consiglio di Stato risponde a Berna: «No ai test di massa nelle scuole»

Coronavirus

A livello cantonale potrebbe venire esteso l’uso della mascherina per gli allievi di quarta e quinta Elementare

Il Consiglio di Stato risponde a Berna: «No ai test di massa nelle scuole»
©CDT/Chiara Zocchetti

Il Consiglio di Stato risponde a Berna: «No ai test di massa nelle scuole»

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Il Governo ticinese è d’accordo con le misure poste in consultazione ieri dal Consiglio federale per mettere un freno alla diffusione del virus. Tuttavia, il Consiglio di stato - riunito questa mattina a Bellinzona - ha comunque fatto delle osservazioni e delle richieste a Berna. «Stamattina ci siamo incontrati con la cellula sanitaria», spiega Manuele Bertoli, presidente del Governo. «In seguito ci siamo chinati sulla consultazione. In linea generale l’abbiamo accolta, anche se ci sono alcune divergenze su alcuni aspetti». Riassumendo, l’Esecutivo ticinese è d’accordo per quanto riguarda l’estensione del certificato nei luoghi al chiuso. «Chiediamo però di trasformare da obbligo in raccomandazione l’uso del pass per riunioni private di più di 10 persone», sottolinea Bertoli. «Troviamo impossibile il controllo da parte delle forze dell’ordine in questo contesto. Introdurre una norma che non può essere controllata è poco sensato».

Sull’uso della mascherina nei luoghi pubblici al chiuso, il Governo sposa la linea di Berna. «Per ciò che concerne i provvedimenti nel mondo del lavoro, optiamo per la prima proposta», aggiunge ancora il direttore del DECS. «Quindi uso esteso della mascherina e raccomandazione del telelavoro. Non siamo invece d’accordo con l’obbligo federale di offrire i test a scuola. Questo perché l’impegno profuso sarebbe enorme, e si otterrebbero risultati modesti. Inoltre le capacità anche diagnostiche dei tamponi andrebbero facilmente in crisi». L’ultimo punto in consultazione ai cantoni riguardava la durata della validità del certificato. «Il nostro è un ‘’no, ma’’», spiega Bertoli. «Non siamo d’accordo, a meno che non si renda gratuito il test». Riguardo ai test nelle scuole, Manuele Bertoli si è da mostrato critico nei confronti della misura. «Ieri sera ho avuto una riunione con i colleghi degli altri Cantoni», dice. «Tutti sono contrari a questa direttiva, anche chi ha testato la misura sostiene che il santo non vale la candela.

C’è un grosso problema di fattibilità e inoltre i laboratori diagnostici hanno una capacità limitata». A livello cantonale, il Governo si è comunque attivato, proponendo alcune misure in particolare nel settore della scuola. «Abbiamo deciso di introdurre l’obbligo della mascherina per gli allievi a partire dalla quarta Elementare», conferma il consigliere di stato. «La discussione non è conclusa, dobbiamo ancora valutare assieme ai Comuni». L’estensione della mascherina per queste fasce scolastiche, se approvata, entrerebbe in vigore a partire da lunedì. I dispositivi di protezione verrebbero forniti direttamente dal Cantone agli istituti scolastici. Infine, il Governo ha anche chiesto di estendere l’uso della mascherina anche all’esterno. «Abbiamo fatto delle osservazioni aggiuntive a Berna», spiega Bertoli. «L’uso della mascherina all’esterno è importante quando ci sono degli assembramenti». Per quanto riguarda gli effetti delle misure proposte dal Consiglio federale su alcuni rami economici, il Governo ha chiesto a Berna di valutare aiuti puntuali nei confronti dei settori danneggiati, come il turismo.

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