Il PLR torna in presenza e lancia l’offensiva

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Il comitato cantonale riunito a Gordola programma il rilancio del cantone dopo la pandemia - Tra le priorità ci sono il mercato del lavoro, la formazione, ma anche l’ambiente - Il presidente Alessandro Speziali: «Serve il coraggio politico di profilarsi, i nostri intenti devono sfociare in proposte concrete»

Il PLR torna in presenza e lancia l’offensiva
© Ti-Press / Samuel Golay

Il PLR torna in presenza e lancia l’offensiva

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Il PLR torna a riunirsi in presenza e traccia la rotta dei prossimi mesi. E la parola d’ordine, secondo il presidente Alessandro Speziali, deve essere coraggio, «quello di profilarsi politicamente». «Ora che ci stiamo lasciando alle spalle la pandemia, avverto il bisogno di lottare per il liberalismo», ha esordito Speziali davanti a una sessantina di partecipanti riuniti a Gordola. «Emerge la necessità di lanciare una vera e propria offensiva liberale. Che non significa aggressività, ma un modo per darsi alcune priorità, una serie di temi che ci permettano di essere un punto di riferimento». Secondo il presidente dei liberali radicali, il partito deve agire «senza tentennare» e «richiamare alcuni tratti fondanti del nostro Paese». Già, perché secondo Speziali durante la pandemia «si sono incrinati i concetti di libertà e di federalismo». Di più: il coronavirus ha rappresentato il «pretesto per premere l’acceleratore su un modello e un’impostazione invadente dello Stato. Non forte, ma onnipotente».

Dalle parole ai fatti

Non solo ideali, però, perché il PLR vuole passare dalle parole ai fatti. «Gli intenti devono sfociare in proposte concrete: siamo liberali realisti e questo ci consente di mantenere uno stretto contatto con le varie realtà. Non siamo lontani dalla gente, e i risultati delle Comunali lo dimostrano», ha sottolineato Speziali. E le priorità sono il mercato del lavoro, l’ambiente e la formazione.

«Il mercato del lavoro è diventato un campionato di serie A. Vogliamo alimentare le misure di reinserimento e gli aiuti, sì, ma le migliori reti sociali si trovano soprattutto ridando slancio alle aziende. Ci siamo resi conto di cosa voglia dire bloccare l’economia», ha spiegato il presidente. Accanto alle preoccupazioni per il lavoro, ci sono i timori per i giovani: «Le statistiche relative ai ragazzi ricoverati nei reparti psichiatrici a seguito della pandemia sono preoccupanti, ci sono intere fasce sociali rese fragili». Senza dimenticare l’ambiente: «Dopo l’esito della votazione sul CO2, dovremo dimostrare che esiste una ricetta credibile». Tante le proposte evocate da Speziali: la creazione di un ospedale universitario, la liberalizzazione dei commerci, l’alleggerimento della fiscalità, una scuola pubblica «che possa essere il nostro fiore all’occhiello». Ma anche un’attenzione al fotovoltaico e all’idroelettrico: «Praterie di innovazione che dobbiamo esplorare».

Un punto di riferimento

Il PLR intende «dettare l’agenda politica» dei prossimi mesi. «Ci congediamo da situazioni di mezzo in cui si cerca di accontentare tutti. Il cittadino vuole un punto di riferimento, un partito che si metta accanto a lui per mostrare la direzione». Secondo il presidente liberale radicale, inoltre, «non bisogna più parlare di centro, quando si parla dell’agone politico. È un termine che rimane un po’ asfissiato dalle altre narrazioni politiche, diventando quasi impercettibile». Invece, «dobbiamo tornare a essere orgogliosi di termini che non sono vacui: il discorso liberale si oppone a quello statalista».

Tanta carne al fuoco

Sanità, strutture ospedaliere, ma anche traffico e formazione scolastica sono stati poi al centro di una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Matthias Bizzarro, avvocato ed esperto in diritto tributario, Katya Cometta, giornalista ed esperta di comunicazione, Beatrice Fasana, membro del Consiglio dei Politecnici federali, e Giorgio Pellanda, già direttore generale dell’Ente ospedaliero cantonale.

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