L’operazione risparmio rimandata a fine anno

Politica

Il direttore del DFE Christian Vitta ha aggiornato la Commissione della gestione sul Preventivo 2021 - L’evoluzione delle finanze è migliore del previsto e non sarà necessario fare tagli entro giugno

L’operazione risparmio rimandata a fine anno

L’operazione risparmio rimandata a fine anno

L’evoluzione delle finanze, almeno per il 2021, è migliore del previsto, e quindi il Parlamento può rimandare a fine anno «l’operazione risparmio» che si era imposto a dicembre del 2020. È quanto è emerso dall’incontro avvenuto questa mattina tra la Commissione gestione e finanze del Gran Consiglio e il direttore del DFE Christian Vitta.

Lo scorso dicembre, ricordiamo, il Parlamento aveva approvato il Preventivo 2021 (che presentava un disavanzo di 230,7 milioni), ma allo stesso tempo aveva posto una condizione al Consiglio di Stato: presentare un messaggio d’aggiornamento del preventivo entro il 30 giugno 2021 con delle «proposte di misure equilibrate» che siano «finalizzate al raggiungimento di un autofinanziamento non negativo». Finanziamento che, appunto, nel preventivo si aggirava intorno ai meno 22 milioni. In sostanza la politica si era data sei mesi di tempo per capire come far quadrare i contri e recuperare quei 22 milioni.

Oggi, però, come ci spiega il presidente della Commissione della Gestione Matteo Quadranti (PLR), la situazione è leggermente migliorata: «Rispetto a quando abbiamo approvato il preventivo lo scorso dicembre, con la risoluzione che chiedeva di evitare l’autofinanziamento negativo, sono arrivate un paio di novità: la prima riguarda gli 80 milioni che arriveranno dalla BNS. La seconda l’evoluzione meno negativa dei gettiti prospettata dall’ultimo studio del BAK economics». E questi due elementi, aggiunge Quadranti, «fanno sì che invece di un preventivo con una perdita di 230 milioni, si dovrebbe arrivare circa a 178/180. In totale dovremmo quindi aver recuperato una cinquantina di milioni e dunque anche l’autofinanziamento è positivo». Insomma, «l’obiettivo che il Parlamento si era posto quando ha approvato il preventivo è stato raggiunto, senza dover prevedere altre misure». In ogni caso, conclude il presidente della Gestione, «l’esercizio non può finire qui. Perché il piano finanziario continua a prevedere delle perdite importanti. Di conseguenza durante l’estate non si lavorerà più nell’ottica del Preventivo 2021, ma del Preventivo 2022 e del piano finanziario da aggiornare. Si dovranno fare delle scelte, ma non più nell’arco di tre mesi, bensì da qui a dicembre».

Si temporeggia sulla stabile EFG
L’altro dossier caldo sul tavolo della Commissione della gestione, questa mattina è diventato un po’ più freddo. Riguardo all’acquisto dello stabile EFG a Lugano (nel quale si vorrebbe portare buona parte delle autorità giudiziarie ticinesi) settimana scorsa si prospettava l’idea di rimandare il messaggio al Governo, poiché risultava impossibile trovare una maggioranza parlamentare per approvare l’acquisto. Oggi, invece, si temporeggia nella speranza di trovare una soluzione. Lo stesso presidente della Gestione spiega che la Gestione ha «chiesto di sentire nuovamente in audizione il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, se possibile già settimana prossima». E questo perché ora, precisa Quadranti, «si tratta di capire se gli equilibri (ndr. per trovare una maggioranza favorevole all’acquisto) possono cambiare oppure no». «Settimana scorsa - ricorda Quadranti - si era essenzialmente più favorevoli a bocciare il messaggio. Adessovogliamo capire se è possibile ‘’giocarsela’’ in aula, oppure se dire al consigliere di Stato Norman Gobbi che il messaggio governativo così non passa». Insomma, conclude, «dobbiamo ricontarci e capire, al di là dei singoli deputati in commissione, se anche i gruppi dietro sono compatti o meno».

Presto più beneficiari per i crediti Ponte COVID
L’altra novità emersa stamane dalla Gestione riguarda i crediti Ponte COVID, per i quali il Parlameto aveva stanziato 7,9 miloni. Ebbene, come spiega Quadranti, «a due mesi dalla sua introduzione sono stati erogati circa 250 mila franchi» e per questo motivo «nei prossimi giorni dovrebbe essere presentato dal Governo un messaggio per estendere la cerchia dei beneficiari, cambiando un po’ i criteri.» L’obiettivo, rimarca, è quello di metterlo in vigore dal primo giugno». Rigurado al fatto che sono stati erogati così pochi crediti (a fronte dei quasi 8 milioni previsti) Quandranti precisa che «va detto che da un lato significa anche che la situazione è forse meno grave del previsto» e «vuol dire che la copertura dello Stato sociale per le fasce più in difficoltà in qualche modo ha funzionato». Anche perché, conclude, «delle varie richieste diverse sono state respinte, ma semplicemente perché queste persone sono state reindirizzate verso aiuti che già esistono e a cui avevano diritto».

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