La base del PLR ha deciso: via solitaria e nessun «abbraccio» con altri partiti

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È quanto emerso dal sondaggio per il rilancio, i cui risultati sono stati presentati oggi - I giovani si aspettano un partito più provocatorio, mentre è auspicato il coinvolgimento dei membri tramite i gruppi tematici - Bixio Caprara: «Ho constatato che c’è ancora molta voglia di politica»

La base del PLR ha deciso: via solitaria e nessun «abbraccio» con altri partiti
© CdT/Gabriele Putzu

La base del PLR ha deciso: via solitaria e nessun «abbraccio» con altri partiti

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Nessun abbraccio con altri partiti, bensì la corsa in solitaria. È questo il punto principale ribadito dalla base del PLR, chiamata ad esprimersi nel sondaggio «Progetto di rilancio PLR», un’indagine in forma digitale e cartacea – affidata all’istituto gfs.bern s etrutturata su 18 pagine e 41 domande – a cui hanno partecipato 1.006 membri e simpatizzanti. I risultati sono stati presentati ieri via Zoom.

Verdi liberali e UDC

Come detto, la base del partito ha ribadito che in futuro il PLR dovrà correre in solitaria. Il sondaggio ha evidenziato che la congiunzione delle liste col PPD e la posizione di debolezza percepita del partito è vista dai membri come la ragione principale della scarsa performance nell’elezione del Consiglio degli Stati, culminata nella perdita del seggio liberale radicale. Il 62% degli interpellanti ha escluso una qualsivoglia congiunzione, mentre il 26% si è detto disponibile e riproporre questo tipo di alleanza: il 15% ancora con il PPD e l’11% con un altro partito, da prendere in considerazione tra Verdi liberali e UDC. Il parere della base ricalca dunque la posizione espressa in aula dal gruppo parlamentare in Gran Consiglio, che ha votato compatto per il no alla reintroduzione delle congiunzioni a livello cantonale e comunale.

Il nuovo presidente

Passando agli altri punti principali messi in evidenza dal sondaggio, si può notare che la base del partito ha considerato positivamente la campagna elettorale dello scorso anno, anche se in futuro «servirà una maggiore attenzione ai social media, alla vicinanza alla popolazione e di un inizio più tempestivo dei lavori preparatori». Un’opportunità per il partito è quella di specializzarsi in alcuni temi strategici e rilevanti come l’educazione e la formazione per salvaguardare i posti di lavoro. Il sondaggio si è concentrato anche sulla necessità di attrarre nuovi elettori. In questo senso i membri più giovani si aspettano, in misura maggiore rispetto alla media, un partito in futuro più provocatorio. Nella fascia d’età media, la valutazione delle misure corrisponde al livello per l’intera base, ma anche in questa fascia d’età si vorrebbe una provocazione da parte del partito leggermente superiore alla media. Interessante notare come siano soprattutto le donne (43% contro il 34% degli uomini) a volere un partito più provocatorio. In vista del Congresso cantonale del prossimo 22 novembre, il sondaggio si è concentrato anche sull’identikit del nuovo presidente cantonale. In primo luogo i membri del PLR vogliono una persona con carisma e molta esperienza politica. Allo stesso tempo, però, desiderano alla presidenza una persona giovane, con competenze di leadership e di mediazione.

La «carica dei mille»

Nel suo intervento, il presidente uscente Bixio Caprara ha ribadito l’importanza del coinvolgimento della base del partito. «Da questa carica dei mille è emerso che c’è ancora molta voglia di politica», ha rimarcato. «Ora è importante che venga fatta una riflessione e un autocritica collettiva in funzione del rilancio del partito». Per quanto riguarda infine la discussa congiunzione con il PPD, Caprara ha riconosciuto la «critica molto chiara» che è stata rivolta dalla base, «soprattutto per quanto riguarda la comunicazione». Il presidente del PLR ha rimarcato come vi fosse una differenza sostanziale tra la «solida intesa tra i parlamentari alle Camere federali a fronte di una «collaborazione ancora fragile e ancora da affinare in Ticino». Ed è proprio sulla comunicazione, ha concluso, che bisognerà lavorare, passando per un maggior ricorso ai canali digitali.

La metodologia

Al sondaggio, ha spiegato il responsabile di progetto gfs.bern Alexander Frind, ha partecipato un campione che è stato ritenuto «altamente rappresentativo». La sua realizzazione è stata resa possibile anche grazie al lavoro dei due focus group (Sopra- e Sottoceneri), coordinati da Roberto Fridel, i quali avevano lo scopo di fornire le prime impressioni dal basso sulle regioni dei risultati elettorali e di identificare le esigenze in merito alla struttura del partito. «Da questo lavoro è emerso che la base è molto in chiaro sulle sue aspettative ed è pronta a fare la sua parte».

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