La Giustizia e diritti scrive di nuovo a Rouiller

Gran Consiglio

La Commissione ha trasmesso all’ex presidente del Tribunale federale una serie di «quesiti tecnico giuridici» riguardo all’elezione dei procuratori e i relativi preavvisi del Consiglio della magistratura, nonché sull’organizzazione interna del Ministero pubblico

La Giustizia e diritti scrive di nuovo a Rouiller

La Giustizia e diritti scrive di nuovo a Rouiller

Tanta, tantissima carne al fuoco nei prossimi mesi per la Commissione giustizia e diritti del Gran Consiglio. L’organo parlamentare ieri in una nota ha fatto sapere di aver «trasmesso al perito incaricato, il professor Claude Rouiller, i quesiti tecnico giuridici da approfondire per evadere il mandato conferito dal Gran Consiglio in merito alla questione nomine in Magistratura e organizzazione giudiziaria».

Lo scorso dicembre, in occasione del rinnovo decennale delle cariche dei 20 procuratori pubblici, il Parlamento oltre a riconfermare i pp uscenti aveva infatti dato luce verde anche a una risoluzione per incaricare la Giustizia e diritti di approfondire con l’aiuto di esperti indipendenti le problematiche emerse durante l’iter parlamentare. E ora, per la prima volta, la Commissione ha fatto il nome dell’esperto, che in passato si era già in parte espresso sulla questione. L’organo parlamentare aveva infatti interpellato l’ex presidente del Tribunale federale già lo scorso inverno ed è tornata oggi a rivolgersi a lui in qualità di perito. Le domande poste a Roullier riguarderanno sia l’elezione dei procuratori pubblici e i relativi preavvisi del Consiglio della magistratura sia l’organizzazione interna del Ministero pubblico.

Si tratta, ci spiega la presidente della Giustizia e diritti Sabrina Aldi (Lega), di domande le cui risposte «serviranno alla Commissione per capire quali sono i margini di manovra per intervenire e migliorare la situazione». Insomma, il parere del perito, squisitamente tecnico, servirà in seguito «alla Commissione per fare le sue riflessioni dal punto di vista politico».

Tornando alla questione del potenziamento del Ministero pubblico, i dossier aperti sul tavolo dei commissari non mancano: dalla reintroduzione della figura dei sostituti procuratori all’estensione delle competenze dei segretari giudiziari. Ma questa è musica del futuro. Il tassello più recente di questa vicenda riguarda invece la decisione presa lo scorso marzo dal Parlamento di rafforzare la squadra del Ministero pubblico con due procuratori pubblici in più, passando così da 20 a 22 (più il procuratore generale Andrea Pagani). Ora, spiega Aldi, «non appena la decisione sarà cresciuta in giudicato, verrà aperto il concorso». E a proposito di concorsi, va ricordato che anche altri importanti ruoli in seno alla Giustizia ticinese vedranno dei cambiamenti nei prossimi mesi. La Commissione dovrà infatti occuparsi di due importanti nomine. Prima in ordine di tempo, la sostituzione del giudice d’Appello e presidente della Corte dei reclami penali, Mauro Mini, il quale a inizio anno ha annunciato le proprie dimissioni per la fine di agosto. In questo caso il concorso è già chiuso e le candidature pervenute sono dodici. Ora la Giustizia e diritti attende i preavvisi della Commissione di esperti indipendenti sull’idoneità dei candidati. Dopodiché, stilerà il proprio rapporto con le proposte di elezione al Parlamento. La seconda nomina riguarda invece la sostituzione del giudice Marco Kraushaar, presidente della Pretura penale, il quale settimana scorsa ha rassegnato le dimissioni per la fine di febbraio 2022. In questo caso, il concorso sarà aperto nei prossimi mesi. Ma non solo di nomine e Ministero pubblico si discuterà in questi mesi: l’altro tema caldo in Commissione riguarda il numero dei giudici dei provvedimenti coercitivi, sceso da tre a quattro nell’ambito della manovra di rientro del 2016. A questo proposito, spiega Aldi, «ci auguriamo di poter presentare un rapporto a breve» e la direzione in cui la commissione sta andando è quella «di riportare questo numero da tre a quattro».

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