L'altolà del Governo ai Municipi

Il Consiglio di Stato esorta gli enti locali a non sostenere l'iniziativa "Per Comuni forti e vicini al cittadino" - "Creerebbe pregiudizio verso la Riforma fiscale 2017 e Ticino 2020"

L'altolà del Governo ai Municipi

L'altolà del Governo ai Municipi

BELLINZONA - «Cari Comuni, non firmate quell'iniziativa». È questo il cuore della lettera inviata dal Consiglio di Stato a tutti i Municipi ticinesi. Tutto ruota attorno all'iniziativa legislativa elaborata denominata «Per Comuni forti e vicini al cittadino», depositata da Vernate, Canobbio e Melide e pubblicata martedì sul Foglio ufficiale.

Il testo, che per sfondare necessità del sostegno di almeno un quinto dei 115 Comuni entro 60 giorni, chiede di modificare il decreto legislativo concernente la partecipazione finanziaria degli enti locali al finanziamento dei compiti cantonali. Come? «Stralciando il relativo specifico contributo comunale di 25 milioni di franchi» – indica l'iniziativa – e riducendolo a «13,13 milioni di franchi annui per l'insieme dei Comuni». I fautori del testo rilevano che «oggi le finanze cantonali generano utili» e per questa ragione «è ora di porre termine all'ingiustificato travaso delle risorse comunali».

Dal Consiglio di Stato ora però giunge l'altolà e l'appello a non dare seguito a un'iniziativa definita «una chiara forzatura dei rapporti tra i due livelli istituzionali». In particolare la missiva sollecita i Municipi a considerare con attenzione la portata di due grandi progetti. «In primo luogo – sottolinea il Governo – l'incertezza che regna in merito alla "Riforma fiscale 2017" promossa a livello federale. Qualsiasi sarà l'esito di questa votazione, ci si può attendere una certa instabilità sul fronte delle entrate fiscali comunali e cantonali».

Sempre in merito al progetto federale che verosimilmente sarà sottoposto a votazione popolare, si legge nella lettera, «per volontà del Consiglio di Stato, le misure che dovranno essere attuate a livello cantonale dovranno avere un'incidenza contenuta per i Comuni ticinesi». Da qui il primo chiaro monito ai Municipi: «Sostenere in questo momento l'iniziativa legislativa, creerebbe ulteriore instabilità e confusione, portando pregiudizio sia all'interesse cantonale che a quello comunale».

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