Lotta al tabagismo, Bellinzona richiama Berna

Salute

Prevenzione, sì dal Ticino alla modifica di legge ma a precise condizioni: «La quota destinata ai Cantoni va raddoppiata o saremo in difficoltà» - Il Governo dice no all’iniziativa su giovani e pubblicità

Lotta al tabagismo, Bellinzona richiama Berna
Foto CdT/Chiara Zocchetti

Lotta al tabagismo, Bellinzona richiama Berna

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Nella lotta al tabagismo Bellinzona bacchetta Berna. In particolare, rispondendo ad una consultazione federale il nostro Cantone si dice sì favorevole alla revisione dell’Ordinanza sul Fondo per la prevenzione al tabagismo (FTP), ma solo a determinate condizioni. E il motivo è semplice: «Per il Cantone Ticino che sta elaborando il prossimo Programma di prevenzione alcol, tabacco e affini - si legge nella missiva inviata a Berna - la revisione totale rappresenta una diminuzione importante di risorse rispetto al sostegno concesso dal Fondo finora». Ma procediamo con ordine.

Finanziamenti, si cambia

La necessità di modificare le norme in vigore è scaturita da una verifica del Controllo federale delle finanze che ha ritenuto l’attuale modalità di finanziamento dei Programmi cantonali «non adeguata». «Fino al 2016 - spiega il Cantone - sulla base di condizioni quadro stabilite dal FPT, i Cantoni potevano ricevere un finanziamento per il pilotaggio e l’attuazione di programmi cantonali di prevenzione del tabagismo. A partire dal 2017, il FPT non ha più accordato un sostegno per i programmi, bensì per la gestione degli stessi con un contributo pari al 15% delle entrate fiscali del Fondo. Nel 2018, questa modalità è stata ritenuta non adeguata dal Controllo federale delle finanze».

Lascia o raddoppia

Da qui la proposta di revisione che però pone non poche problematiche al nostro Cantone. Come si evince dalla risposta di Bellinzona, il Ticino «sostiene la proposta del Comitato direttore della Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità di attribuire il 30% dei ricavi annuali quale sostegno per i Cantoni nella prevenzione del tabagismo e non il 15% come previsto». Un raddoppio che, per il Cantone, è indispensabile: «Senza questo aumento, le nuove regole implicano che i Cantoni avranno a disposizione meno risorse finanziarie per la prevenzione del tabagismo e di conseguenza più difficoltà a poter investire in questo ambito prioritario della prevenzione e protezione della salute della popolazione e dei gruppi più vulnerabili che sono i giovani». Stando agli ultimi dati disponibili infatti, in Ticino il 43,6% dei giovani tra 15 e 24 anni fuma. Una percentuale che, rispetto alle altre fasce d’età, è cresciuta maggiormente dal 2002, quando i giovani fumatori erano il 30,9%.

Pubblicità, no dal Governo

Detto della richiesta del Ticino, proprio ieri il Consiglio federale si è espresso sull’iniziativa «Sì alla protezione dei fanciulli e degli adolescenti dalla pubblicità per il tabacco», invitando a respingerla. A mente del Governo il testo - che forte di 109.969 firme chiede di vietare ogni forma di pubblicità per prodotti di tabacco rivolta ai minorenni - «si spinge troppo lontano».

In merito, il Governo ricorda come già nel 2015 si era dichiarato favorevole a divieti più restrittivi proponendo al Parlamento un disegno di legge che, però, era stato bocciato dalle Camere. Lo scorso settembre il Consiglio degli Stati ha poi deciso diversi inasprimenti nel campo della pubblicità, accolti favorevolmente dal Consiglio federale. Misure, queste, che secondo l’Esecutivo rafforzano già la protezione dei più giovani e consentono di ratificare la Convenzione quadro dell’Organizzazione mondiale della sanità per la lotta al tabagismo. Se da un lato il Governo mostra dunque il pollice verso all’iniziativa, dall’altra assicura che l’obiettivo è quello di «elaborare un progetto di legge che risponda ampiamente alla richiesta dell’iniziativa. In questo modo si potrà rinunciare a un controprogetto indiretto».

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