«Meglio in cammino che ad aperitivi finti»

La boule della verità

Il candidato al Governo del PPD Elia Frapolli difende la propria strategia elettorale e in vista del 7 aprile afferma: «Sulla nostra lista tutti hanno chance di elezione» - GUARDA I VIDEO

«Meglio in cammino che ad aperitivi finti»
Elia Frapolli è candidato al Consiglio di Stato per il PPD. (Foto Putzu)

«Meglio in cammino che ad aperitivi finti»

Elia Frapolli è candidato al Consiglio di Stato per il PPD. (Foto Putzu)

MUZZANO - Il cammino di Elia Frapolli si è interrotto per qualche minuto anche a Muzzano. Tappa obbligatoria, per il candidato al Governo del PPD, la boule delle verità del Corriere del Ticino e i suoi cinque filoni. Un percorso imprevedibile che ha portato l’aspirante consigliere di Stato per un attimo alla testa del DSS, ma anche di fronte alla riforma della scuola e al tema della mobilità in Ticino. E puntuali si sono presentate anche le domande scomode, nell’ambito delle quali Frapolli ha difeso la propria strategia elettorale («meglio in cammino che ad aperitivi finti») e la lista schierata dai popolari democratici («non in tutti i partiti i cinque candidati hanno chance di elezione come nel PPD»).

I DIPARTIMENTI

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Se fosse eletto e le venisse attribuito il Dipartimento della sanità e della socialità quale sarebbe il suo primo provvedimento e perché?

A Elia Frapolli la sorte riserva subito il Dipartimento del collega di lista Paolo Beltraminelli: «Un tema su tutti, oggi, è quello dei costi della salute e con esso il costante aumento dei premi di cassa malati. È necessario agire su tutti i fronti. Dalle casse malati stesse, chiamate a contenere i costi, ai medicamenti, con il prezzo dei generici che va pure tenuto sotto controllo. Senza dimenticare i prestatori di cure, i cui servizi andrebbero limitati ma senza incidere sulle prestazioni al paziente».

I CONSIGLIERI DI STATO USCENTI

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Se dovesse muovere una critica al consigliere di Stato uscente Manuele Bertoli quale sarebbe e in merito a quale dossier?

Sotto i riflettori a questo giro finisce invece il direttore del DECS. «Se una critica c’è - afferma Frapolli - concerne il maggior coinvolgimento delle parti in causa nel processo de “La scuola che verrà”. Penso soprattutto ai docenti, che hanno un’esperienza concreta in questo campo, e possono senz’altro avere qualcosa da dire».

I DOSSIER DI PESO

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Qual è la sua posizione sul potenziamento dell’A2, con le tre corsie verso Mendrisio?

A un candidato sempre in cammino, ma soprattutto al Ticino, un’autostrada più performante farebbe comodo? Sentite Frapolli: «La vera soluzione passa da un lavoro sulla mobilità a 360 gradi: va bene potenziare le autostrade ma sempre di più servirà anche spostare il traffico privato verso i mezzi pubblici. E non dimentichiamo quelle forme diverse di provvedimenti, che influiscono su questo tema, come il telelavoro o la creazione di postazioni di lavoro condivise in prossimità delle stazioni».

Qual è la sua posizione sulla riforma della scuola dell'obbligo e quale la sua soluzione?

Si torna a parlare di scuole e della strategia con la quale ripartire. Ecco la ricetta del candidato PPD: «Spero che i miei figli un giorno possano infatti trovare un’occupazione perché sono stati ben preparati e non perché fanno parte dei “nostri”. In tal senso la scuola dell’obbligo deve adattarsi ai mutamenti in corso, riuscendo a guardare avanti: non dimentichiamoci che molte delle professioni che faranno le future generazioni non esistono ancora. Va bene dunque una scuola inclusiva, ma al contempo che sia in grado di differenziare i percorsi degli allievi».

LE DOMANDE SCOMODE

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Elia Frapolli, una volta candidato si è messo in cammino elettorale. La sua suona più come un’iniziativa da Ticino Turismo che come un’azione politica. È forse sprovvisto di proposte concrete?

La boule decide di pungolare subito forte Frapolli: «Una domanda scomoda effettivamente. Camminando s’incontrano persone, ci si confronta, si tasta il polso al territorio. Anche con il senno di poi dico dunque che rifarei questa scelta, in quanto la ritengo un modo privilegiato per ascoltare i cittadini nel loro contesto naturale e non in ambienti fittizi come aperitivi o appuntamenti simili».

Se il 7 aprile il PPD dovesse crollare o perdere posizioni, di chi sarà la colpa: del caso Argo1 e di Paolo Beltraminelli, della nuova conduzione targata Fiorenzo Dadò o di una lista al Governo debole?

Al nostro candidato la sorte chiede però anche di tastare il polso al PPD: «Guardo all’appuntamento elettorale con fiducia, anche perché la lista in corsa è forte, innovativa e tutte le persone che ne fanno parte hanno la chance di venire eletti in Consiglio di Stato. E questo non accade in tutti i partiti».

LE DOMANDE CURIOSE

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Spesa in Italia: favorevole o contrario?

Chiusura in leggerezza e come ad altri candidati del PPD, a Frapolli tocca la scivolosa domanda sulla spesa oltre confine: «Di principio sono contrario. Sappiamo che il costo della vita così come gli stipendi in Ticino sono più alti rispetto all’Italia. Cerchiamo dunque di far girare l’economia locale, magari andando direttamente dai produttori presenti sul territorio. Poi questo non significa che quando si va in vacanza in Italia o altrove non si possa fare shopping».

In campagna elettorale qual è il miglior strumento per promuoversi: i cartelloni pubblicitari, i santini o gli aperitivi?

L’ultimo interrogativo permette invece a Frapolli di ribadire il suo credo elettorale e di criticare quello abbracciato da altri candidati: «In campagna elettorale serve piuttosto mostrarsi per quello che si è, incontrando cittadini ed elettori in situazioni normali. È quanto mi piace fare, raccogliendo sul terreno importanti suggerimenti. Una campagna elettorale, a mio avviso, andrebbe fatta così e con budget anche contenuti. Qualcuno potrebbe infatti chiedersi: “Ma se spendi certe cifre per una campagna elettorale che cosa immagini dopo?”».

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