Niente spesa in Italia, è domenica

Vietare l'apertura dei negozi nei giorni festivi, fa discutere anche a ridosso della frontiera ticinese la proposta del ministro del lavoro italiano Luigi Di Maio

Niente spesa in Italia, è domenica

Niente spesa in Italia, è domenica

LUGANO/PONTE TRESA - Saracinesche abbassate la domenica e durante i giorni festivi? Se da noi è normalità, altrettanto non si può dire dell'Italia dove le attività commerciali godono di una certa libertà in termini di apertura. Una libertà che, però, potrebbe avere i mesi contati. Cogliendo un po' tutti di sorpresa, domenica il vicepremier italiano Luigi Di Maio ha annunciato che entro l'anno arriverà «sicuramente» una legge che imporrà lo stop all'apertura domenicale di negozi e centri commerciali, abrogando di fatto la norma introdotta dal Governo Monti nel 2012. Una proposta che non ha mancato di suscitare forti reazioni. Noi abbiamo tastato il polso agli addetti ai lavori. Sia dalla parte italiana sia da quella ticinese.

Partiamo dai commercianti di Lavena Ponte Tresa che, soprattutto nel fine settimana, possono fare affidamento su numerosi clienti ticinesi. «Paghiamo le tasse e dovremmo poter decidere come e quando tenere aperta la nostra attività, in base alle esigenze dei clienti e alle nostre. La trovo una proposta inammissibile» commenta un commerciante del comune di frontiera, interpellato mentre annaffiava le piante all'ingresso del suo negozio. «Ho sentito la notizia, ma non ho capito bene chi potrebbe riguardare esattamente, i piccoli negozianti o solo i centri commerciali?» gli fa eco una signora all'edicola. Già perché nel lanciare la proposta, Di Maio ha sì parlato di un generico «centri commerciali ed esercizi commerciali».

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