«Occupazione, formazione e fiscalità devono tornare al centro dell’agenda politica»

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Il bilancio di metà legislatura del gruppo liberale radicale in Gran Consiglio e uno sguardo al prossimo biennio - «Il settore infermieristico e sanitario è ancora troppo dipendente dall’estero»

«Occupazione, formazione e fiscalità devono tornare al centro dell’agenda politica»
© CdT/Gabriele Putzu

«Occupazione, formazione e fiscalità devono tornare al centro dell’agenda politica»

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Occupazione, formazione e fiscalità. Sono questi i temi che secondo il gruppo del PLR in Gran Consiglio devono tornare al centro dell’agenda politica e parlamentare ticinese. La priorità, si legge in una nota stampa firmata dalla capogruppo Alessandra Gianella, deve essere proprio «la difesa e la creazione dei posti di lavoro».

«L’emergenza sanitaria ha costretto anche i partiti a modificare i propri programmi politici. Se la salvaguardia dei posti di lavoro è stata centrale nell’affrontare la fase acuta della crisi è ora venuto il momento di tornare a costruire un Ticino innovativo e fiscalmente attrattivo affinché si torni a creare impieghi di qualità e venga stimolata l’imprenditorialità», si legge nella nota. «In questo senso, oltre a sostenere progetti già in atto come lo Swiss Innovation Park, il PLR insisterà affinché il Ticino diventi a tutti gli effetti un polo di competenza nazionale per la ricerca anche attraverso l’obiettivo di dotare il cantone di un ospedale universitario capace di attirare competenze ed eccellenze, ma anche di dare nuove prospettive occupazionali ai ticinesi». Allo stesso modo, «la sfida climatica e ambientale sta aprendo enormi opportunità per il nostro Paese, che dobbiamo sfruttare anche a livello cantonale puntando su infrastrutture e tecnologie che permetteranno di raggiungere un’autosufficienza energetica. Un cantiere “del secolo” che dovrà garantire impieghi qualificati in Ticino e per i residenti».

Ad essere fortemente toccato dalla crisi sanitaria è stato anche il settore della formazione, «dove abbiamo potuto constatare l’assoluta necessità di investire su un miglioramento infrastrutturale, specie per quanto riguarda la digitalizzazione a tutti i livelli scolastici». E proprio partendo da sostegno e investimenti si potrà «ripartire per la prossima metà legislatura e per il futuro. Ad esempio migliorando l’attrattività e potenziando il settore infermieristico e sanitario che è ancora troppo dipendente dall’estero. Ma anche, puntando sui citati progetti “generazionali” e sullo stimolo continuo alla micro imprenditorialità, che rimane la base del nostro tessuto economico anche nell’ambito della formazione e delle prospettive professionali per i giovani. Un progetto di Paese che deve tenere in considerazione anche la particolare posizione del Ticino nel contesto europeo, con misure di accompagnamento agli accordi bilaterali (in particolare a quello sulla libera circolazione delle persone) efficaci ed efficienti».

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