Elezioni cantonali

Ora la Lega fa autocritica

Per il movimento di via Monte Boglia la perdita di quattro seggi in Gran Consiglio è dovuta alla frammentazione politica

Ora la Lega fa autocritica
Foto Archivio CdT.

Ora la Lega fa autocritica

Foto Archivio CdT.

BELLINZONA - Passata la foga elettorale, in casa Lega è tempo di riflessioni. È tempo di capire quali sono stati i fattori che hanno portato il movimento di via Monte Boglia a riconfermare sì i due consiglieri di Stato, ma a perdere nel contempo quattro seggi in Gran Consiglio. Riuniti martedì sera nel quartier generale leghista, i colonnelli non hanno dubbi sulle cause che avrebbero giocato contro in questa tornata elettorale: «La frammentazione politica è chiaramente una delle cause principali del calo dei seggi», commenta Michele Foletti che - da noi contattato - smorza i toni: «La situazione è sotto controllo». Dello stesso avviso il capogruppo Daniele Caverzasio per il quale tuttavia «la frammentazione politica ha colpito un po’ tutti, non può essere considerata una causa dell’erosione dei seggi. Occorre un po’ di autocritica e noi l’abbiamo fatta. Torneremo ad essere meno filogovernativi e daremo più spazio a quell’anima sociale che ultimamente abbiamo forse trascurato». Per rilanciare l’azione dei parlamentari, la Lega intende quindi profilarsi maggiormente, come aggiunge il nostro interlocutore: «Saremo più presenti in termini di proposte più incisive, ma andando anche nella direzione della collaborazione con altre forze politiche. Quindi, dove possibile, non cercheremo solo una convergenza con l’UDC, ma guarderemo anche oltre».

E a commentare l’incontro in Via Monte Boglia è stato anche Attilio Bignasca che non esita a lanciare qualche frecciatina: «Non è stata una vera e propria erosione dei seggi. Due deputati li avevamo già persi per strada perché Cleto Ferrari e Patrizia Ramsauer non votavano mai come noi». Per poi aggiungere: «Bisogna poi considerare che il risultato di quattro anni fa è stato eccezionale. Abbiamo cambiato tre consiglieri di Stato in tre anni e per questo c’era stata una grande mobilitazione». Cosa che, di fatto, per Bignasca non c’è stata quest’anno, proprio per la mancanza di un motivo sufficientemente valido che potesse spingere massicciamente al voto i «tifosi leghisti».

Detto dell’appuntamento cantonale, in un’ottica futura quali saranno le prossime mosse per contrastare questa tendenza al ribasso? «Ci concentreremo sui temi in votazione federale» ha precisato Foletti, senza tuttavia sbottonarsi in merito agli accorgimenti che la Lega intende mettere in campo per scaldare l’elettorato.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Politica
  • 1