Semafori sul Piano di Magadino

Passalia: «Il popolo ha detto no a ipotesi basate su dati farlocchi»

Le reazioni a caldo del primo firmatario del referendum, del consigliere di Stato Claudio Zali e del presidente della CIT Caroni, dopo la secca bocciatura del progetto votato dal Gran Consiglio

Passalia: «Il popolo ha detto no a ipotesi basate su dati farlocchi»
Foto Pedrazzini

Passalia: «Il popolo ha detto no a ipotesi basate su dati farlocchi»

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BELLINZONA (aggiornato alle 14.09) - È un secco no quello scaturito dalle urne in merito al credito da 3,3 milioni di franchi per i semafori sul Piano di Magadino, che a livello cantonale sono stati bocciati dal 73,1 % dei votanti. A partire da Locarno dove i no hanno raggiunto il 75,1%. Ma la proposta di sostituire le rotonde tra Quartino e Cadenazzo con dei «semafori intelligenti» non ha convinto neppure gli altri comuni del Piano. A partire da Cugnasco-Gerra dove le opposizioni hanno raggiunto quota 82,2%. Poco distante Cadenazzo: qui a bocciare il progetto è stato l’81,1% dei votanti. Niente da fare anche a Gambarogno e Tenero con il 79 e 72,9% dei no.

Un risultato che fa esultare i promotori del referendum: «È un segnale chiarissimo - ci dice Marco Passalia, primo firmatario e deputato PPD in Gran Consiglio - con il voto di oggi i cittadini hanno fatto capire di volere certezze e non ipotesi. E quando parlo di certezze intendo favorire la ferrovia con l’apertura del Ceneri e la realizzazione del collegamento veloce A2-A13 il più presto possibile. Queste sono le certezze che vuole il popolo, non ipotesi basate su dati farlocchi».

Non si era fatto soverchie illusioni, il consigliere di Stato Claudio Zali, sull’esito della votazione sui semafori sul Piano, visti i pronostici della vigilia. “Che sono stati rispettati”, ha commentato immediatamente dopo l’annuncio della schiacciante vittoria dei referendisti. «Evidentemente – ha proseguito il direttore del Dipartimento del territorio – non siamo riusciti a spiegare il progetto oppure la situazione viaria sul Piano di Magadino non è vissuta come un problema. O forse, ancora, la soluzione semafori non ha convinto perché giudicata sulla scorta di esperienze che non funzionano. Pazienza, ne prendiamo atto».

Quanto alla possibilità che il Dipartimento del territorio torni ad occuparsi di eventuali misure provvisorie in attesa della realizzazione della A2-A13, Zali la esclude a priori, «visto l’esito della votazione. Tanto più che non ci rimarrebbe nemmeno il tempo, considerando che dal prossimo primo gennaio la tratta stradale in questione passerà sotto l’egida della Confederazione. D’ora in avanti di traffico ci occuperemo unicamente là dove i problemi esistono e sono sentiti».

Per tornare al Piano di Magadino, il Cantone è comunque sempre in attesa del preavviso di Berna sulla cosiddetta «bozza verde», fatta allestire da Bellinzona con la volontà di sveltire i tempi nell’ambito della realizzazione del collegamento veloce. «Attualmente – ha concluso il consigliere di Stato – il dossier si trova sul tavolo dell’Ufficio federale dell’ambiente, la cui risposta dovrebbe giungere a breve».

« Peccato, perché resto convinto che quella avrebbe potuto essere la soluzione ideale per calmierare la situazione fino alla realizzazione del collegamento stradale veloce. Ma l’esito della votazione è stato molto chiaro e vorrà dunque dire che rimarremo allo statu quo per i prossimi dieci, quindici anni». Così reagisce al verdetto popolare Paolo Caroni, vice sindaco di Locarno, ma – soprattutto – presidente della Commissione intercomunale dei trasporti del Locarnese (CIT). Quanto alla possibilità di intervenire come a Berna (da cui dipenderà la strada del Piano a partire dal prossimo primo gennaio) per chiedere lo studio di altre misure provvisorie, secondo Caroni «al momento non ci sono le premesse, considerato il risultato scaturito dalle urne».

Infine il presidente della CIT del Verbano ribadisce quanto più volte sottolineato anche durante la campagna in vista della votazione: «Al di là di tutto, per noi l’obiettivo assoluto è e rimane la realizzazione nel più breve tempo possibile della A2-A13 ed è in tale direzione che ci impegneremo con forza».

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