“Per noi l’ambiente non è una questione di marketing elettorale”

L'intervista a Nicola Schoenenberger - I Verdi lanciano le elezioni: l’ipotesi di una grande sinistra e il restyling al vertice del partito

“Per noi l’ambiente non è una questione di marketing elettorale”

“Per noi l’ambiente non è una questione di marketing elettorale”

BELLINZONA - Oggi da Massagno per i Verdi del Ticino inizia la campagna elettorale in vista delle elezioni cantonali del 7 aprile 2019. Il Corriere del Ticino ha intervistato uno dei cinque co-coordinatori, Nicola Schoenenberger. E tra le sorprese c'è il fatto che in programma nel corso dell'assemblea ordinaria ci sarà anche la riduzione del vertice a cinque teste nominato solo due anni fa. Per motivi personali e di lavoro in due gettano la spugna: si tratta di Jessica Bottinelli e Usman Baig. Si ripresentano Ronnie David, Massimo Collura e Schoenenberg che traccia la via e afferma: «Nella nostra lista non mettiamo candidati acchiappavoti, che poi in Gran Consiglio occupano solo la sedia». Poi spiega che con il PS non c'è mai stata l'intenzione di fare una lista unica per le cantonali. Mentre puntano alla grande coalizione di sinistra sollecitata da Franco Cavalli per le elezioni federali. Al PS dicono: «Sii coraggioso e sii di sinistra, non farti fregare con il pretesto della collegialità».

L'impressione è che in tutti i partiti oggi ci siano esponenti ecologisti. Allora perché un elettore dovrebbe votare il vostro partito?«I mari non si sono riempiti di plastica da un momento all'altro, ma solo quando il problema è innegabile diventa un tema elettorale per tutti. Un conto è l'operazione alibi, perché oggi non puoi più fare campagna elettorale senza parlare di ambiente. Ma chissà perché l'interesse per l'ambiente negli altri partiti poi scema, subordinato ad altri temi, spesso proprio a scapito dell'ambiente. Solo i Verdi portano avanti i temi ambientali sempre. Per noi l'ambiente non è una questione di marketing elettorale. Agli elettori dobbiamo dire: attenzione a non farvi imbrogliare, votate l'originale e non la copia».

L'intesa con il PS non si è concretizzata perché voi non avete voluto o perché il partito di Igor Righini ha magari rifiutato il vostro invito?«Da almeno cinque elezioni ci presentiamo con una nostra lista per il Consiglio di Stato e per il Gran Consiglio. Ormai siamo un partito cresciuto, che ha tutta l'esperienza e le persone per poterlo fare. Questa scelta non ha nulla a che fare con il PS, con una mancata intesa o con un conflitto. La lista unica per le cantonali non è semplicemente mai stata un'opzione».

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