Permessi, la politica alza la voce

il caso

Dopo gli atti parlamentari di PS e MPS, anche il PLR invia un’interpellanza al Governo - L’UDC si schiera in difesa di Gobbi, la Gioventù socialista ne chiede le dimissioni

Permessi, la politica alza la voce
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All’indomani della richiesta del PS di istituire l’Alta vigilanza sul Governo e dei due atti parlamentari presentati dagli stessi socialisti e dall’MPS, anche il PLR prende posizione con un’interpellanza sul caso dei permessi per stranieri. «Il cittadino si aspetta che il Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato sia un’istanza completamente indipendente. Alla luce di quanto emerso dalle dichiarazioni del direttore del Dipartimento delle istituzioni, invece, questo Servizio avrebbe ricevuto indicazioni da parte del Governo sulle prassi da seguire in caso di ricorso nell’ambito del rilascio dei permessi, malgrado questa sia stata più volte severamente criticata dal TRAM», si legge nell’atto parlamentare inoltrato dal deputato Matteo Quadranti. In estrema sintesi, il gruppo del PLR chiede all’Esecutivo se «condivide e conferma le affermazioni di Gobbi rilasciate alla trasmissione Falò», se «vi sono indicazioni politiche date al Servizio dei ricorsi anche in altri ambiti sensibili per il cittadino» e se «non si ritiene che si scalfisca la fiducia del cittadino nei confronti di una via ricorsuale amministrativa che può essere condizionata dalla politica». A proposito delle ispezioni al domicilio degli stranieri, infine, il PLR vuole sapere se «il Governo si è posto la questione della legalità delle stesse e dei costi da esse generate».

«Operato adeguato»

Da parte sua l’UDC si è invece schierata in difesa del direttore delle Istituzioni e ritiene che, «seppur non si escludano possibili adeguamenti delle varie prassi in virtù delle decisioni dei vari Tribunali, l’operato del Dipartimento sia adeguato e proporzionato alla situazione». «Anche nel recente passato la gestione rigorosa e attenta messa in campo dalle Istituzioni ha portato a rilevare domicili fittizi di stranieri che in Ticino sono venuti con intenti criminali, altre evidenti situazioni legate alla malavita e alla mafia e, non da ultimo, persone che grazie ai permessi di domicilio o di soggiorno si recano nel nostro cantone per approfittare delle assicurazioni sociali», si legge in una nota stampa del partito. L’UDC ricorda che «Gobbi ha chiaramente affermato che la prassi verrà adeguata alle recenti decisioni dei Tribunali». «Non possiamo accettare che partiti e associazioni che si sono sempre battute per un’immigrazione incontrollata utilizzino questa situazione per chiedere l’eliminazione, o quantomeno l’allentamento, di misure di controllo che hanno dimostrato di essere preventive anche nella lotta contro la criminalità, oltre che nell’evitare abusi in campo sociale», conclude il partito.

«Quali sono le basi legali?»

Il Gruppo dei Verdi ha invece presentato due interrogazioni. Nella prima si chiedono lumi sulle «basi legali sulle quali fondano le centinaia di perquisizioni effettuate dalla polizia», mentre la seconda è incentrata su quello che è stato definito «uno spreco delle forze di polizia» con conseguenti «danni anche per l’economia ticinese». In mattinata, invece, la Gioventù socialista (GISO) ha dal canto suo chiesto le dimissioni di Gobbi e l’avvio di «una procedura legale nei confronti dei suoi colleghi che hanno apparentemente sostenuto la gestione del suo dipartimento, aiutandolo di fatto a infrangere le indicazioni del potere giudiziario».

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