Piano di legislatura, i dubbi dell’UDC

2019-2023

I democentristi replicano al documento d’indirizzo che orienterà l’attività del Governo e dell’Amministrazione cantonale durante i prossimi anni

Piano di legislatura, i dubbi dell’UDC
© CdT/Gabriele Putzu

Piano di legislatura, i dubbi dell’UDC

© CdT/Gabriele Putzu

Il Consiglio di Stato ha presentato oggi il Piano di Legislatura 2020/2023, un documento d’indirizzo di 78 pagine che orienterà l’attività del Governo e dell’Amministrazione cantonale durante i prossimi anni «in coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU».

Quanto illustrato dall’Esecutivo cantonale non ha convinto del tutto l’UDC che, in un comunicato stampa, ha voluto inoltrare alcune osservazioni «a caldo». Sul risanamento delle finanze citato dal Governo, i democentristi hanno rimarcato che i conti sono stati pareggiati «attraverso l’aumento delle entrate», mentre «il risanamento attraverso misure strutturali e congiunturali sulla spesa atte a garantire il pareggio a lungo termine non c’è stato». L’UDC si è pure detta perplessa del fatto che «debba essere l’Agenda 2030 dell’ONU a fare da fil rouge alla nuova stagione di dinamismo politico».

Scetticismo è pure stato espresso sui tre assi strategici individuati dal Consiglio di Stato per organizzare la propria attività politica per il periodo 2019/2023 (Rapporti con la cittadinanza e le istituzioni, «Sviluppo e attrattiva del Cantone Ticino e Qualità di vita). L’UDC ritiene infatti «prematuro capire come le scelte di indirizzo del Governo possano andare nella direzione di difendere e salvare il ceto medio». Le stesse verranno quindi confrontate con le proposte già avanzate in passato dai democentristi.

Riguardo al documento strategico Prospettiva 2040, l’UDC saluta «positivamente» che il Governo intende valutare anche gli anni a venire. «Dal canto nostro non abbiamo mai nascosto le nostre preoccupazioni sul futuro - si legge nella nota stampa - Vediamo che la parola futuro è stata scelta anche come sintesi della strategia del Governo per questo lavoro di programmazione; è la conferma che l’UDC è perfettamente incentrata su questo tema visto che il suo slogan per la campagna elettorale cantonale del 2019 era: Ci rubano il futuro». I democentristi si aspettano quindi che il Governo affronti «almeno 4 sfide che già toccano molti Paesi e che potrebbero toccare anche il Ticino», ovvero quella sociodemografica, quella sociodemocratica, quella socioculturale e quella socioeconomica.

Infine, l’UDC chiede che i programmi e le misure che lo Stato vuole intraprendere «abbiano degli obiettivi precisi», «cioè un cambiamento tangibile per le famiglie tradizionali, gli imprenditori e le aziende serie, i lavoratori, i giovani, i contribuenti, il ceto medio, la società civile e i piccoli proprietari».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Politica
  • 1
  • 1