Polizia (in borghese) in sala, la polemica è servita

gran consiglio

La presenza di tre agenti non è andata giù all’MPS - Non sono mancate le scintille - Daniele Caverzasio: «Sono sempre presenti alle nostre sedute per motivi di sicurezza»

Polizia (in borghese) in sala, la polemica è servita
© CdT/Gabriele Putzu

Polizia (in borghese) in sala, la polemica è servita

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Da due giorni, tre agenti della Polizia cantonale in borghese si trovano all’interno della sala del Gran Consiglio. La loro presenza, però non è andata giù al deputato dell’MPS Matteo Pronzini, il quale ha più volte richiamato il presidente del Legislativo Daniele Caverzasio. Non è neppure mancato un battibecco con il deputato Giorgio Galusero (PLR), lui stesso ex agente, il quale ha a sua volta richiamato Caverzasio per lamentarsi del fatto che il collega Pronzini li stesse fotografando in servizio. «Sono qui per la nostra sicurezza», ha sottolineato il presidente del Gran Consiglio. «Sono sempre presenti alle sedute. Lo sono stati a Lugano e a Bellinzona nelle tribune, dove magari li si vede meno. Sono qui per proteggerci e non per minacciarci».

La presenza degli agenti di polizia è legata ai fatti di Zugo del 2001, quando un uomo aveva sparato all’impazzata nell’aula del Parlamento uccidendo quattordici persone (tre consiglieri di Stato e undici granconsiglieri). Da quel giorno, infatti, la sicurezza in tutto il Paese è stata rafforzata.

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