Premi malattia, le tre mosse del Ticino

Gran Consiglio

Luce verde alla tenaglia cantonale su Berna: 1. «Più forza ai Cantoni»; 2. «Per riserve eque e adeguate» ; 3. «Per premi conformi ai costi» – A lanciare l’idea era stato il Governo sollecitato da Raffaele De Rosa

Premi malattia, le tre mosse del Ticino
© CdT/Chiara Zocchetti

Premi malattia, le tre mosse del Ticino

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«Rafforzare la possibilità di espressione dei Cantoni volta a migliorare la trasparenza sui dati contabili delle casse malattia». È quanto vuole il Gran Consiglio che con 73 voti favorevoli, nessun contrario e 3 astenuti, ha approvato la proposta lanciata da Raffaele De Rosa come prima mossa nei panni di consigliere di Stato e direttore del Dipartimento della sanità e della socialità con l’intento di garantire l’adeguatezza dei premi malattia ai costi delle prestazioni erogate. «Il problema endemico dei costi elevati della sanità e l’enorme quantità di prestazioni erogate, con il conseguente aumento della previdenza, tocca da vicino l’economia e la popolazione ticinese», ha esordito il liberale radicale Alessandro Cedraschi. Proprio per questo motivo, «il Cantone deve essere vigile e in grado di potersi determinare in questo ambito non solo con un esame dei costi previsioni degli assicuratori malattia, ma anche sui ricavi e le proposte dei premi».

Anche Bruno Buzzini (Lega) segue la scia della Commissione, aggiungendo come faccia riflettere «il numero dei cittadini che non riescono a pagare i premi cassa malati» e che «le cifre fanno emergere l’importanza di monitorare costantemente l’evoluzione dei costi e l’esplosione dei premi di cassa malattia da parte dei Cantoni, cosa che non può avvenire a seguito dei cambiamenti normativi della Legge sulla vigilanza sull’assicurazione malattie». Ricordiamo che il 1. gennaio 2016 il Parlamento federale ha eseguito un cambiamento normativo con l’entrata in vigore della Legge sulla vigilanza sull’assicurazione malattia (LVAMal), cancellando la possibilità legale ai Cantoni di ottenere i documenti ufficiali sulla formazione dei premi prima della loro approvazione.

«Da anni i premi di cassa malati sono in cima alla lista delle preoccupazioni dei cittadini svizzeri - ha affermato la socialista Laura Riget -. Abbiamo sempre sottolineato l’importanza di agire in maniera determinata, limitando l’onere dei premi cassa malati sul budget delle economie domestiche da una parte e contenendo l’esplosione dei costi sanitari dall’altra».

Di vedute completamente opposte l’MPS (unici astenuti), che attraverso le parole di Matteo Pronzini ha dichiarato come queste tre iniziative sono solo dei «cerotti che rischiano di essere unicamente propaganda elettorale». Per il movimento, i costi e i problemi legati alla salute sono semplici da identificare: «Il lavoro crea sofferenza e i costi di questa sofferenza vengono ribaltate sulla cassa malati e il premio unico legato al reddito è uno scandalo di proporzioni gigantesche». Pronzini bacchetta anche la maggior parte dei parlamentari: «Vi lamentate in aula, ma a Berna fate come i soldatini che non agiscono sugli aspetti centrali».

Dal canto suo Raffaele De Rosa ha dichiarato che «sono già stati inoltrati due atti parlamentari alle due Camere proprio su questo tema» e spera che «questa proposta non si perda nei meandri di Palazzo federale». Il direttore del Dipartimento della sanità e socialità si è infine trovato - in parte - in accordo con Pronzini perché «le iniziative non risolvono le problematiche», ma «non si tratta di cerotti e non è campagna elettorale».

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