Quali costi in Ticino per «l’onda lunga» della crisi migratoria?

L’interrogazione

Dopo le stime pubblicate dalla SonntagZeitung i due deputati leghisti Guerra e Foletti chiedono chiarimenti all’Esecutivo cantonale

Quali costi in Ticino per «l’onda lunga» della crisi migratoria?
Nel giugno del 2016 le guardie di confine alla Stazione FFS di Chiasso prendono le impronte digitali dei richiedenti l'asilo (Foto Archivio CdT).

Quali costi in Ticino per «l’onda lunga» della crisi migratoria?

Nel giugno del 2016 le guardie di confine alla Stazione FFS di Chiasso prendono le impronte digitali dei richiedenti l'asilo (Foto Archivio CdT).

«L’onda lunga dell’arrivo in massa di richiedenti l’asilo nel 2015 comporterà nei prossimi tre anni per i Comuni un aumento dei costi pari a 1 miliardo di franchi». È questa, in estrema sintesi, la stima pubblicata ieri dalla SonntagsZeitung e ripresa da diversi media svizzeri. Tale fenomeno, spiegava il domenicale, è dovuto al fatto che la Confederazione si ritira dal finanziamento dei rifugiati riconosciuti e di quelli che beneficiano di una accoglienza temporanea dopo rispettivamente cinque e sette anni. Di conseguenza l’onda lunga della crisi migratoria del 2015 potrebbe farsi sentire sugli Enti locali, almeno finanziariamente, proprio nei prossimi anni. Per alcuni Comuni, secondo la SonntagZeitung, tale fenomeno potrebbe comportare un aumento della spesa sociale e quindi un aumento delle imposte.

Alla luce di questa stima diversi amministratori locali si sono detti preoccupati. Tra di essi i leghisti Michele Guerra e Michele Foletti, che a tal proposito hanno inoltrato al Consiglio di Stato un’interrogazione per conoscere le possibili conseguenze nel canton Ticino. Un’interrogazione inoltrata al Governo «senza polemiche», sottolineano i due deputati, «ma unicamente affinché gli amministratori comunali ticinesi (come gli scriventi) - di fronte a queste notizie preoccupanti - possano ottenere delle cifre concrete riguardanti la realtà del nostro Cantone (così da orientarsi finanziariamente e se del caso intervenire tempestivamente)».

Guerra e Foletti chiedono dunque all’Esecutivo cantonale:

1. A quanto ammonterà la spesa a carico dei Comuni ticinesi? E quanto a carico del Cantone?
2. Come può o intende intervenire il Cantone qualora l’aumento di spesa a carico dei comuni fosse importante?
3. Il sistema ticinese di finanziamento delle prestazioni sociali in questo contesto, difende i comuni dalle decisioni (anche discutibili) prese a livello federale?

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