L’album dei ricordi

Quando Gobbi e Zali ridono di gusto

La videointervista a Norman Gobbi che, ospite del Corriere del Ticino, sfoglia l’album dei ricordi degli ultimi quattro anni - VIDEO

Quando Gobbi e Zali ridono di gusto
Norman Gobbi è in corsa per il terzo mandato in Consiglio di Stato. (Foto Putzu)

Quando Gobbi e Zali ridono di gusto

Norman Gobbi è in corsa per il terzo mandato in Consiglio di Stato. (Foto Putzu)

MUZZANO - Quattro anni in quattro immagini. Tocca a Norman Gobbi sfogliare l’album dei ricordi. Consigliere di Stato dal 2011, l’anno del raddoppio leghista in Governo, brillantemente riconfermato nel 2015, è a caccia del suo terzo quadriennio nell’Esecutivo. La videointervista realizzata al Corriere del Ticino su www.cdt.ch.

Quando Gobbi e Zali ridono di gusto

Consiglio federale bye bye

È il 9 dicembre del 2015, il giorno che ha decretato il fallimento alla corsa al Consiglio federale. Ma quanto ci credeva realmente? «Quando si inizia una gara lo si fa per una squadra e l’UDC aveva proposto un ticket a tre proponendo profili differenti. Nei giorni precedenti avevo capito che non era ipotizzabile la mia elezione, il PS aveva detto che non mi avrebbe sostenuto». E cosa le ha lasciato questa esperienza? «Un bel bagaglio di conoscenze, non capita a tutti di mettersi in gioco a 38 anni. Ho fatto una buona figura e il Ticino non ha certamente fatto una brutta figura».

Quando Gobbi e Zali ridono di gusto

La sana risata in stereofonia

Ma come, lei e Zali che sorridete assieme? «Certo e ridiamo anche di più, direi regolarmente e di gusto». E chi aveva fatto la battuta? «Di solito sono io. Ma Claudio è spesso pungente. Le sane risate le facciamo anche tra tutti in Governo. Fa bene». Quindi al bando le formalità? «Le punzecchiature ci stanno, ma siamo capaci anche a non prenderci eccessivamente sul serio». In realtà si dice che i vostri rapporti non siano idilliaci. Caratteri incompatibili? «Direi che siamo diversi, non incompatibili. Questa è la forza del binomio Zali-Gobbi. Il mio percorso è diverso dal suo: lui è stato catapultato dopo anni in Magistratura, io ho fatto un percorso lungo 20 anni. Questa è la forza della Lega». Teme la popolarità di Zali? «Abbiamo due Dipartimenti diversi, già Marco Borradori faceva il record di voti personali. Se vogliamo dirla così il Dipartimento del territorio è più simpatico, inaugura parchi e sentieri. Alle Istituzioni invece è giustizia e polizia. Siamo il perno dello Stato».

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La Lega e la gente

E se un giorno la cosiddetta «gente» vi voltasse le spalle? Le capita mai di svegliarsi da un sogno di questo tipo? «Girando tra la gente mi rendo conto che ad essere apprezzato è sempre il contatto tra cittadini e autorità. Quel contatto che ci permette di restare sani mentalmente. Mi spiego, a volte vediamo come la distanza tra politici e cittadini sia tanto grande, sia una frattura insanabile. Qui possiamo ancora confrontarci come chi perde il lavoro. Ne sono a volte testimone diretto con chi mi avvicina o passa in ufficio a raccontarmi la sua storia».

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Dimezzato, ma nel peso

Dal 2015 ad oggi Norman Gobbi si è quasi dimezzato, ha perso 40 chilogrammi: «Dimezzato, speriamo non in voti». Battute a parte è stata forza di volontà oppure altro? «È stato uno sforzo personale non indifferente, un cambiamento di testa. Un po’ come tutti i cambiamenti devono iniziare dentro di noi. Sono forse un po’ espressione di quella Lega che è cambiata. Oggi dobbiamo essere più moderni, ma non dobbiamo cambiare la voglia di arrabbiarsi, il nostro modo di essere. Io sono sempre Norman Gobbi, faccio più sport, ma ho la stessa energia e tenacia di prima».

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