Quando la lezione di democrazia arriva dai giovani

ticino

In corso a Bellinzona il concorso cantonale «La gioventù dibatte» con più di cento giovani che si sfidano su temi d’attualità – L’organizzatore Chino Sonzogni: «Il pilastro del progetto è saper dialogare, costruire argomentazioni solide basate sui fatti, ascoltare gli altri e replicare»

Quando la lezione di democrazia arriva dai giovani
© La gioventù dibatte

Quando la lezione di democrazia arriva dai giovani

© La gioventù dibatte

Se «lo stato di salute della democrazia si misura dalla qualità del dibattito pubblico», allora questa mattina alla Biblioteca cantonale di Bellinzona si è assistito all’esempio più puro di questo sistema di governo. Più di cento allievi di diverse scuole medie superiori del Cantone si sfideranno durante tutto l’arco della giornata nell’ambito del concorso «La gioventù dibatte» su due temi principali: l’iniziativa popolare federale «Contro l’esportazione di armi in Paesi teatro di guerre civili» e «la riduzione dell’offerta Radio Tv in lingua italiana».

«Il pilastro del progetto è quello di saper dialogare, costruire argomentazioni solide basate sui fatti, ascoltare gli altri e replicare», ci spiega il docente Chino Sonzogni che da oltre dieci anni organizza il concorso. Infatti, «La gioventù dibatte» è uno strumento che educa alla cittadinanza, il cui scopo è quello di promuovere la pratica del dibattito fra i giovani e di stimolarli a partecipare alla vita democratica. Ed è proprio partendo da queste basi che gli studenti vengono giudicati dalla giuria, composta prevalentemente da tre persone, una formata dall’organizzazione, un giornalista e una personalità politica o del servizio pubblico. La conoscenza della materia, l’abilità espressiva, la capacità di dialogo e la forza persuasiva sono i criteri valutativi attorno alla quale ruoterà la performance della coppia. In altre parole, conta la capacità di sapere argomentare anche posizioni diverse dalle proprie, ma anche saper mettersi nei panni degli altri sempre nel totale rispetto dell’avversario. Alla fine della giornata, le sette coppie che hanno ricevuto una votazione più alta ricevono un piccolo premio. «Questo progetto mira a contrastare le fake news, il luogo comune, lo slogan e il pregiudizio - rileva Sonzogni - il popolo svizzero è chiamato a esprimere continuamente il proprio parere per questioni che concernono tutti i settori sociali ed è importante preparare i giovani ad assumere un ruolo attivo nei processi decisionali».

La capacità di approfondire temi che spaziano da quelli politici, sociali, economici, ecologici, etici, formulare un’opinione e difenderla con solide argomentazioni costituisce infatti il fondamento per un’attiva partecipazione nella società. E da quello che si è potuto assistere durante i dibattiti, le premesse ci sono tutte.

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