Elezioni federali

Quanto sono pronti a sborsare i candidati ticinesi a Berna?

Tra santini, cartelloni e contributi al partito facciamo un giro d’orizzonte sulle spese dei politici che scendono in campo per un posto alle Camere

Quanto sono pronti a sborsare i candidati ticinesi a Berna?

Quanto sono pronti a sborsare i candidati ticinesi a Berna?

C’è chi punta sugli intramontabili santini, chi tappezzerà il territorio con la propria immagine formato cartellone e chi, invece, preferisce dare il meglio di se agli aperitivi. Le strategie per accaparrarsi un voto in vista delle elezioni federali sono molteplici ma c’è un aspetto che fa da minimo comun denominatore: per guadagnare in visibilità, occorre aprire il borsellino. Per cercare di capire quanto investiranno i principali candidati in corsa abbiamo dunque lanciato l’operazione trasparenza. Il risultato? Se sommiamo gli investimenti, la fattura per la campagna 2019 ammonta a 427.500 franchi.

Quanto sono pronti a sborsare i candidati ticinesi a Berna?

Se in generale la nostra indagine – che si basa unicamente su quanto dichiarato dai diretti interessati – ha trovato terreno fertile, c’è anche chi, come i leghisti Battista Ghiggia e Roberta Pantani o i candidati PPD Michele Moor e Filippo Lombardi, ha preferito trincerarsi dietro a un «no comment», precisando che avrebbe speso «una cifra adeguata all’importanza della carica politica» (Ghiggia), oppure di fare i conti «solo a consuntivo» (Pantani) o che «il budget è variabile in funzione dei risultati del primo turno agli Stati» (Lombardi). Oppure c’è chi, come il leghista Michele Guerra o il democentrista Pierluigi Pasi ancora non sa quanto spenderà. Tra chi invece ha deciso di giocare a carte scoperte le risposte divergono e non di poco. Si va infatti dai 75.000 franchi sostenuti interamente da Rocco Cattaneo – «Non accetto donazioni», precisa il candidato PLR – alle campagne «a costo zero» della studentessa Angelica Forni (PC). Ogni partito ha infatti un suo sistema per finanziare la campagna comune, in parte alimentato dai contribuiti di base – e aggiuntivi in caso di elezioni – come pure dei singoli candidati. In tal senso, in casa PLR è previsto un versamento minimo di 2.000 franchi per ogni rappresentante sulla lista per il Nazionale che, se eletto, sarà chiamato ad aggiungere altri 8.000 franchi. A tutti i suoi candidati il PS ha invece chiesto un contributo di 2.000 franchi ma la vera novità sta nella sottoscrizione di una sorta di «carta di intenti» nella quale i candidati si impegnano a non spendere più di 20.000 franchi. Una decisione, ci spiega il vicepresidente Fabrizio Sirica, che fa seguito alla volontà di «condurre una campagna in comune e che sia il più trasparente possibile». Fa eccezione la consigliera nazionale uscente Marina Carobbio che, correndo anche per gli Stati, dispone di un tetto più alto. Passando infine al PPD, il contributo chiesto ammonta a 1.000 franchi (rispettivamente 5.000 per gli uscenti), ai quali vanno aggiunti 5.000 franchi in caso di elezione. Fatti i conti in tasca ai partiti, a livello legislativo va detto che non esiste una legge federale sul finanziamento delle forze politiche. Solo in cinque cantoni – tra i quali il Ticino – sono state introdotte delle normative che obbligano le forze politiche a rendere pubbliche le donazioni che superano i 5.000 franchi.

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