Legislatura

Quel Parlamento di amori, partite a calcio e tanta fatica

I ricordi, le emozioni e i progetti dei deputati che, per scelta personale o per raggiunti limiti di rielezione, non si ripresenteranno per un nuovo mandato in Gran Consiglio

Quel Parlamento di amori, partite a calcio e tanta fatica
Foto Fiorenzo Maffi.

Quel Parlamento di amori, partite a calcio e tanta fatica

Foto Fiorenzo Maffi.

BELLINZONA - Terminata l’ultima sessione della legislatura per il Gran Consiglio è tempo di sciogliere le fila e, almeno fino alla sessione di giugno, non si vedranno deputati camminare per i corridoi di Palazzo delle Orsoline. «È come l’ultimo giorno di scuola – commenta qualcuno – ci manca solo che qualcuno ci tiri un gavettone da una finestra». E in effetti il clima che si respirava ieri a Palazzo delle Orsoline è proprio quello, certificato dalla stessa presidente del Gran Consiglio Pelin Kandemir Bordoli (PS), che aprendo l’ultima sessione della legislatura ha invitato i deputati a «ricordarsi di svuotare i banchi questa sera prima di andare a casa». Ma tra i 90 granconsiglieri c’è anche chi – vuoi per scelta personale o per raggiunti limiti di elezione – ha detto definitivamente addio all’aula del Parlamento. Noi li abbiamo incontrati al termine della sessione per tracciare un bilancio di questi anni tra ricordi, emozioni e la voglia di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

Pelin Kandemir Bordoli (PS)

Quel Parlamento di amori, partite a calcio e tanta fatica

È importante saper iniziare, ma anche saper finire. Il ricambio è necessario per chi fa politica di milizia. Per ora non sento la nostalgia, anche perché non è ancora tutto finito.

Fabio Bacchetta Cattori (PPD)

Quel Parlamento di amori, partite a calcio e tanta fatica

Non c’è malinconia né rimorsi: in questi 16 anni ho cercato sempre di dare il massimo e comunque oggi non dico addio alla politica. Continuerò ad impegnarmi, solo in altri ambiti.

Francesco Maggi (Verdi)

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Da quando ho detto che me ne vado mi vogliono tutti bene e nessuno mi nega una firma (ndr. per una petizione del WWF). Oggi si chiude un capitolo impegnativo della mia vita.

Gianrico Corti (PS)

Quel Parlamento di amori, partite a calcio e tanta fatica

Lo ammetto: c’è tanta emozione. Mentre mia moglie è preoccupata di avermi a casa tutti i giorni: ora che non c’è più la politica dovrò trovare altro per tenermi occupato.

Walter Gianora (PLR)

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Sono stati 12 anni impegnativi soprattutto nel cercare di conciliare politica e vita privata. Ora che ho più tempo a disposizione mi dedicherò alle mie passioni: la caccia e la pesca.

Milena Garobbio (PS)

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Il mio bilancio non può che essere positivo: in fondo in Parlamento ho incontrato l’amore della mia vita (ndr. Giacomo Garzoli). Ora avrò più tempo per la famiglia.

Simone Ghisla (PPD)

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Penso che 4 anni siano il tempo giusto per concretizzare degli obiettivi e io ho raggiunto quelli che mi ero preposto. Se stasera festeggio? Solo se vince l’Ambrì. Ma non gufiamo.

Andrea Giudici (PLR)

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È stato un bel periodo e avrei continuato ancora se il partito me lo avesse permesso. Significa che mi dedicherò maggiormente sul lavoro e mi concederò qualche vacanza in più.

Michela Delcò Petralli (Verdi)

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Mi è venuta a mancare la passione. In generale, quello attuale è un Parlamento immobilista. E i giovani, per cui di solito simpatizzo, sono troppo ligi ai diktat dei loro partiti.

Nicola Brivio (PLR)

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Non dimenticherò mai quando con la Gestione siamo andati a Roma a visitare l’ambasciata svizzera. C’era un ricevimento in stile 007. Le mie assenze? Mi spiace aver bigiato tanto.

Jacques Ducry (PS)

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La mia passionaccia per la politica non finisce qui ma 12 anni in Gran Consiglio bastano e avanzano. E poi il Ticino inizia a starmi un po’ stretto. In ogni caso: «Je ne regrette rien».

Luigi Canepa (PPD)

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Dei primi anni ricordo una simpaticissima trasferta a sciare con Paolo Beltraminelli, Giovanni Jelmini e Fabio Regazzi, che è riuscito a cadere 2 volte sulla stessa discesa. Quante risate!

Paolo Pagnamenta (PLR)

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Per carattere sono uno che se la prende quindi mi è spiaciuto molto quando è stata abolita la LIA. Ora i dibattiti in Gran Consiglio al massimo li seguirò via streaming con mia figlia.

Lisa Bosia Mirra (PS)

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È stata una delle peggiori esperienze della mia vita. Il Parlamento è un luogo di impotenza e frustrazione. L’unico aspetto che salvo, sono le amicizie trasversali che ho potuto coltivare.

Paolo Peduzzi (PPD)

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Ho perso l’ottimismo che avevo riguardo i meccanismi che reggono il nostro sistema politico. Le proposte valide restano nei cassetti. Prevalgono gli interessi delle lobby.

Marcello Censi (PLR)

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È stata un’esperienza di vita decisamente importante per me. Anche se i tempi lunghi propri del Legislativo non mi appartengano molto, mi sento più un uomo d’azione.

Raffaele De Rosa (PPD)

Quel Parlamento di amori, partite a calcio e tanta fatica

Tra gli aneddoti più simpatici ricordo la volta che abbiamo giocato una partita di calcio contro la squadra del principe Alberto di Monaco. Mi sembra avessimo addirittura vinto.

Graziano Crugnola (PLR)

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Non mi mancheranno le polemiche montate solo per ottenere visibilità. Mi sono invece piaciuti i lavori in Commissione, dove ho potuto lavorare molto bene con parecchi colleghi.

Franco Celio (PLR)

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Quando ero agli inizi, tutto era ancora a misura d’uomo. Si parlava dialetto e i temi si affrontavano in modo diverso. Ora la società è cambiata, ultimamente ero un po’ stufo.

Gabriele Pinoja (La Destra)

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Un po’ mi dispiace lasciare, smetto nel momento in cui so di più. Ma sono diventato troppo negativo nei confronti della gestione dei temi e credo questo non faccia bene alla squadra.

Alex Pedrazzini (PPD)

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Ogni tanto bacchetto chi non persegue fini nobili, ma propone fuochi d’artificio unicamente per farsi belli agli occhi degli elettori. Ad ogni modo continuerò a seguire la politica.

Giorgio Pellanda (PLR)

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Lascio senza rammarico, consapevole che occorre fare posto a nuove leve. Sono felice e soddisfatto per la visibilità di cui hanno potuto beneficiare Intragna e le Centovalli.

Patrizia Ramsauer (Lega)

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Un po’ mi spiace lasciare, ma avrò più tempo per i miei 18 gatti. Ma senza di me non so chi penserà al benessere degli animali in Parlamento.

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